Consiglio permanente: Cei, “ruolo dei giovani cruciale per la ripresa del Paese, ascoltarli è fondamentale”

Come vivere questo tempo, segnato dalla pandemia i cui strascichi diventano sempre più evidenti nel campo dell’economia, dell’occupazione e della salute pubblica? Attorno a questa domanda, che sintetizza preoccupazione e propositività, si è articolato il confronto del Consiglio episcopale permanente, scaturito dalla condivisione dell’analisi offerta dal presidente, il card. Gualtiero Bassetti, nella sua introduzione.
“L’ascolto, tema portante del primo momento del Cammino sinodale universale e delle Chiese che sono in Italia, è essenziale per comprendere la realtà e per disegnare percorsi di riflessione, accompagnamento e azione”, si legge nel comunicato finale. Riconoscendo “qualche rallentamento nella fase iniziale”, l’ascolto sinodale è stato avviato “con entusiasmo nelle comunità ecclesiali sparse sul territorio”. “Questo fermento che sta caratterizzando le Chiese locali – hanno notato i vescovi -, non può essere tradito e va favorito per cogliere ciò che Dio dice attraverso il suo popolo”. Per questo motivo, secondo i presuli, è “fondamentale” coinvolgere quante più componenti possibili in questa fase di ascolto, con un’attenzione particolare ai giovani. “In questo tempo, che è dono ma anche responsabilità, sono loro a poter svolgere un ruolo cruciale per la ripresa ecclesiale e civile del Paese”.
Le parole del card. Bassetti, che ha definito le nuove generazioni una “riserva di grande speranza” su cui la Chiesa conta, sono state infatti riprese e rilanciate dai membri del Consiglio permanente, per i quali “la disponibilità dei giovani a mettersi in gioco, la loro capacità di dare risposte appropriate e significative, l’impegno a dialogare senza pregiudizi, la competenza nel trovare strade nuove e originali per diffondere la Parola di Dio sono tutti aspetti che non possono essere trascurati, ma chiedono di essere valorizzati”. “Soprattutto nell’ambito del Cammino sinodale”.
Infine, i vescovi hanno riconosciuto che “moltissimi ragazzi, proprio nelle difficoltà provocate dalla pandemia, hanno ritrovato nella preghiera una fonte di coraggio e di forza, mentre altri portano addosso le ferite di un tempo inedito”: “La Chiesa che è in Italia – è stato sottolineato – è chiamata a prendersene cura, pur nella varietà delle situazioni, a incontrali e ad ascoltarli”.

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