Consiglio d’Europa: in Russia “deterioramento situazione diritti umani e libertà fondamentali”. Indagare su avvelenamento Navalny e liberarlo

Il voto in emiciclo ha ratificato le credenziali dei 18 membri della delegazione russa alla Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce). Le modalità della loro partecipazione erano state messe in discussione in apertura della sessione in relazione ad alcuni “motivi sostanziali”. Nel comunicato che rende noto l’esito della votazione, si segnala però che l’Apce “ha espresso la sua massima preoccupazione per il deterioramento della situazione per quanto riguarda il pluralismo, i diritti umani e le libertà fondamentali in Russia”. Nella nota si elencano tra i motivi, l’incompatibilità delle leggi sugli agenti stranieri, le organizzazioni indesiderabili e l’estremismo con gli standard del Consiglio d’Europa; la chiusura dell’Ong Memorial; la difficile situazione di Alexei Navalny, arrestato e detenuto nonostante una sentenza della Corte di Strasburgo; carenze nelle leggi elettorali e nello svolgimento delle elezioni della Duma del 2021; le crescenti tensioni che minacciano la sicurezza europea e l’accumulo di truppe russe lungo il confine ucraino; la mancanza di progressi nel soddisfare le richieste dell’Assemblea sulla guerra del 2008 con la Georgia, l’intervento nel Donbass e l’annessione illegale della Crimea. Nonostante tutto ciò, la ratifica delle credenziali è stata concessa come atto di fiducia che “dovrebbe essere ricambiato da un dialogo significativo, che porti a risultati concreti”. Alla decisione ha contribuito una risoluzione basata su una relazione di Piero Fassino secondo cui l’Apce può continuare a “svolgere un ruolo significativo nel dialogo” solo se la Russia “partecipa pienamente ai suoi organi, meccanismi di cooperazione e attività”.
Rispetto alla Russia, l’Apce ieri ha anche adottato una risoluzione che invita le autorità ad “aprire un’indagine indipendente ed efficace sull’avvelenamento di Alexei Navalny” e a “rilasciarlo immediatamente”, ma anche a “a indagare sulle accuse di sviluppo, produzione, stoccaggio e uso di un’arma chimica sul territorio russo”. Una visita dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche in Russia è in programma, ma ancora mancano gli accordi con la Federazione per attuarla. I temi in discussioni oggi sono il Covid-19, le sparizioni forzate nel territorio del Consiglio d’Europa, oltre a una riflessione sul tema della memoria. La plenaria si conclude domani, 28 gennaio.

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