Ucraina: Caritas, escalation tensione aggrava situazione umanitaria nel Paese. “Pronti a tutti i possibili scenari”

(Foto: Caritas Internationalis)

L’allarme è della Caritas Ucraina rilanciata questa mattina da un comunicato della Caritas Internationalis: “L’attuale minaccia di intervento militare, aggravata dalla pandemia e dalle conseguenze economiche della stessa, sta peggiorando una situazione già difficile in Ucraina”. “Sebbene un conflitto spesso dimenticato, la guerra in Ucraina orientale continua da 8 anni senza sosta”, si legge nel comunicato. “Si tratta di una realtà vissuta quotidianamente dalla gente della regione, costretta ad affrontare la perdita di vite umane, i traumi della guerra e la distruzione di infrastrutture vitali necessarie per soddisfare bisogni umani fondamentali”.

(Foto: Caritas Internationalis)

Caritas Ucraina, membro di Caritas Internationalis, è stata in prima linea in questa crisi per aiutare, servire e soccorrere tutti coloro che sono colpiti dalle circostanze della guerra, iniziata nel 2014 e che ha preso più di 14.000 vite e costretto 1,3 milioni di persone a fuggire dalle loro case. Dall’inizio della crisi nel 2014, Caritas Ucraina ha aiutato circa 826.500 persone. Negli ultimi mesi, in seguito all’aumento di truppe russe al confine dell’Ucraina, “abbiamo partecipato a incontri di alto livello tra funzionari finalizzati a ridurre le tensioni e a ritornare sulla via della diplomazia”, afferma Tetiana Stawnychy, presidente di Caritas Ucraina. “Speriamo e preghiamo con tutto il cuore che questi tentativi abbiano successo”. Caritas Ucraina si sta comunque preparando a tutti i possibili scenari, così da essere pronti ad aiutare chi ha bisogno. Oggi vi è preoccupazione sia per l’aumento dello stress causato dall’attuale escalation, sia per le conseguenze che un’escalation di violenza avrebbe sul terreno. “Vi è il forte rischio – si legge nel comunicato di Caritas Internationalis – di ulteriori perdite in termini di vite umane, di distruzione di case, ospedali e scuole e della privazione dei bisogni di base come acqua, riscaldamento e sistemi di comunicazione, mentre l’afflusso di altri milioni di rifugiati è significativo”. “Continuiamo a prepararci in base all’esperienza degli ultimi 8 anni, trasmettendo le competenze acquisite a diversi uffici sul campo in tutto il territorio dell’Ucraina”, afferma Andryi Postnikov, responsabile dei programmi umanitari Caritas Ucraina. “La chiave della nostra preparazione umanitaria è il personale dei nostri centri locali, fortemente dedito alla missione”. Nel corso di questi otto anni, con l’aiuto dei membri della Confederazione Caritas e di altri donatori, Caritas Ucraina ha lavorato per aiutare coloro che portano il peso delle conseguenze del conflitto. “I nostri programmi – spiega la presidente di Caritas Ucraina – hanno spaziato dall’assicurare cibo e soccorso alle famiglie sfollate, al sostegno psicosociale e all’assistenza domiciliare per le famiglie difficili da raggiungere, alla fornitura di acqua potabile, al sostegno ai mezzi di sussistenza e allo sviluppo della comunità”.

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