Papa Francesco: Angelus, “tante omelie sono astratte, e invece di svegliare l’anima l’addormentano”

(Foto Vatican Media/SIR)

“A volte si ascoltano conferenze impeccabili, discorsi ben costruiti, che però non smuovono il cuore e così tutto resta come prima”. A denunciarlo è stato il Papa, durante l’Angelus di ieri. “Anche tante omelie – lo dico con rispetto ma con dolore – sono astratte, e invece di svegliare l’anima l’addormentano”, ha proseguito Francesco: “Quando i fedeli incominciano a guardare l’orologio – ‘quando finirà questo?’ – addormentano l’anima. La predicazione corre questo rischio: senza l’unzione dello Spirito impoverisce la Parola di Dio, scade nel moralismo o in concetti astratti; presenta il Vangelo con distacco, come se fosse fuori dal tempo, lontano dalla realtà. E questa non è la strada. Ma una parola in cui non pulsa la forza dell’oggi non è degna di Gesù e non aiuta la vita della gente”. “Chi predica è il primo a dover sperimentare l’oggi di Gesù, così da poterlo comunicare nell’oggi degli altri”, l’indicazione di rotta del Papa: “E se vuole fare lezioni, conferenze, che lo faccia, ma da un’altra parte, non al momento dell’omelia, dove deve dare la Parola così che scuota i cuori”. Nella Domenica della Parola di Dio, Francesco ha ringraziato “i predicatori e gli annunciatori del Vangelo che rimangono fedeli alla Parola che scuote il cuore, che rimangono fedeli all’oggi. Preghiamo per loro, perché vivano l’oggi di Gesù, la dolce forza del suo Spirito che rende la Scrittura viva”.

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