Conferenza sul futuro dell’Europa: 90 idee dai cittadini su diritti, democrazia, salute, ambiente. Lo “Youth Test” fra le proposte dei giovani

(Foto SIR/Parlamento europeo)

Sono state discusse le circa 90 raccomandazioni presentate dai panel europei dei cittadini, riguardanti valori e diritti, stato di diritto, sicurezza, democrazia europea; cambiamento climatico, ambiente e salute. L’Europa che i cittadini hanno tratteggiato nei loro desiderata, è più unita, più partecipativa e rafforzata nelle sue competenze, a partire dal tema della salute. Soddisfazione si rintraccia nei commenti lasciati sui social dai partecipanti, insieme alla preoccupazione che resta la stessa: che le raccomandazioni siano implementate per “rafforzare la nostra democrazia e difendere i nostri diritti umani universali”, ha commentato il segretario generale del Movimento europeo Patros Fassoulas.
Da Emily O’Reilly, ombudsman europeo, un monito: “Senza un’azione chiara su queste idee, la conferenza potrà essere vista semplicemente come un gesto politico, un esercizio privo di senso”. Secondo O’Reilly, le idee emerse “sono il risultato di una riflessione seria e ponderata. È ragionevole aspettarsi che molte portino ad un’azione concreta da parte dell’Ue, e in particolare dei governi nazionali che finora sono stati esitanti nel loro sostegno”.
Il co-moderatore Guy Verhofsdadt ha segnalato in particolare alcune “grandi idee” emerse dalla plenaria, come per esempio, “la necessità di una Costituzione europea e di istituire referendum a livello europeo”, o ancora “rivedere la regola delle decisioni all’unanimità”, ma anche “cambiare i nomi e lo stile delle istituzioni europee” o “armonizzare l’organizzazione e lo svolgimento delle elezioni europee”.
Per Dubravka Suica, vicepresidente della Commissione, e co-moderatrice, “il futuro è arrivato. I cittadini rafforzano la democrazia europea rappresentativa, non la sostituiscono. E sono gli stessi cittadini che stanno contribuendo per rendere le nostre istituzioni democratiche più accessibili, aperte, trasparenti e soprattutto comprensibili”.
“Un esercizio partecipativo inedito per accelerare la riforma dell’Ue”, il commento del ministro francese Clement Beaune, terzo co-moderatore, in rappresentanza del Consiglio europeo. Molto presenti le voci dei giovani che hanno chiesto “diritti sociali” e la fine dello sfruttamento lavorativo per i giovani, sottopagati o addirittura non pagati del tutto. Due richieste precise dal Forum europeo della gioventù: abbassare l’età di voto a 16 anni in tutta l’Ue e introdurre un “Youth Test”, cioè uno strumento che valuti le ricadute delle politiche europee sui giovani. Per il presidente del Comitato delle Regioni, Apostolos Tzitzikostas, “i cittadini non si sentiranno più vicini all’Europa se resteranno ignorati e l’Ue non riceverà la fiducia delle persone se resta un macchinario astratto, freddo, lontano e burocratico”.

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