Povertà: Blangiardo (Istat), “al Nord la crescita più marcata per famiglie e individui”

“Se nel Mezzogiorno l’incidenza di famiglie in povertà assoluta si conferma più alta (9,9% nel Sud e 8,4% nelle Isole), è nel Nord che si osserva la crescita più marcata, sia per le famiglie (dal 5,8 del 2019 al 7,6%) sia per gli individui (dal 6,8 al 9,3%); nel Nord-ovest e nel Nord-est l’incidenza familiare di povertà assoluta passa, rispettivamente, dal 5,8 al 7,9% e dal 6,0 al 7,1%”. Lo ha affermato questa mattina, Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’Istat, nel corso dell’audizione alla XI Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati.
Rispetto al 2019, ha spiegato Blangiardo, “la povertà cresce fra gli individui in tutte le classi di età, fatta eccezione per gli over 65 – dove il fenomeno, peraltro, riguarda quote di popolazione inferiori alla media nazionale. L’incidenza di povertà assoluta raggiunge, fra i minori, il 13,5%, dall’11,4% del 2019, con un aumento maggiore al Nord (da 10,7 a 14,4%) e al Centro (da 7,2 a 9,5%). La povertà assoluta è, inoltre, cresciuta di più per le famiglie con un maggior numero di componenti (dal 16,1 al 20,5%), dove era già più elevata, e nelle famiglie monogenitore (dall’8,9 all’11,7%)”.
Parlando delle nuove disuguaglianze prodotte dalla pandemia nel mondo del lavoro, il presidente dell’Istat ha evidenziato che “nel Nord, il peggioramento delle famiglie con persona di riferimento dipendente ha coinvolto sia le famiglie con persona di riferimento inquadrata come dipendente nei livelli più alti (dirigenti e impiegati), dove l’incidenza sale dall’1,8% del 2019 al 3% del 2020, sia soprattutto nei livelli più bassi (come operai o assimilati) in cui l’incidenza aumenta dal 10,0% al 14,4%, interessando oltre 345 mila famiglie. Sempre nel Nord, le famiglie con persona di riferimento indipendente mostrano forti segnali di disagio”. Infine, per le famiglie con almeno uno straniero, l’incidenza di povertà assoluta è stata pari al 25,3% (+3,3 punti rispetto al 2019), mentre per le famiglie composte esclusivamente da stranieri al 26,7% (+2,3 punti); risulta, invece, del 6,0% per le famiglie di soli italiani (+1,1).

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