Lavoro: Blangiardo (Istat), ancora -735mila occupati rispetto a prima della pandemia. Penalizzati giovani e donne

La crisi causata dall’emergenza sanitaria “ha colpito duramente il mercato del lavoro. L’occupazione – in crescita tra il 2014 e il 2019 a ritmi via via meno intensi – è diminuita drasticamente nel 2020 a seguito degli effetti recessivi della pandemia, i cui contraccolpi si sono estesi fino a gennaio 2021; da febbraio, l’occupazione è tornata a crescere, seppure in modo graduale”. Lo ha ribadito questa mattina, Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’Istat, nel corso dell’audizione alla XI Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati.
“Il numero di occupati – ha spiegato – ha subito la prima decisa contrazione nei mesi di marzo e aprile 2020, per poi mantenersi stabile nei due mesi successivi e mostrare segnali di recupero tra luglio e agosto; da settembre, tuttavia, è tornato a diminuire, raggiungendo un minimo a gennaio 2021 (-916mila occupati rispetto a febbraio 2020). Tra febbraio e maggio 2021, il numero di occupati è cresciuto progressivamente e ha raggiunto i 22 milioni 427mila (+180mila, +0,8% rispetto a gennaio 2021), un livello comunque inferiore di 735mila unità (-3,2%) rispetto a quello pre-pandemia (febbraio 2020) e prossimo ai livelli occupazionali registrati a metà 2015”.
Stando ai dati elencati dal presidente dell’Istat, il tasso di occupazione (15-64 anni), che a gennaio 2021 ha raggiunto il valore minimo degli ultimi due anni (56,5%), è tornato a crescere da febbraio 2021, raggiungendo il 57,2% a maggio 2021, con un guadagno di 0,6 punti rispetto a inizio anno; il valore è tuttavia ancora inferiore di 1,5 punti a quello di febbraio 2020. Contestualmente, il tasso di disoccupazione – pari al 10,5% a maggio 2021 – segna un incremento di +0,1 punti rispetto a gennaio 2021 e di 0,7 punti rispetto a febbraio 2020, mentre quello di inattività è pari al 36,0% (-0,8 e +1,2 punti, rispettivamente). Blangiardo ha confermato che l’occupazione femminile e giovanile sono state le più penalizzate. Tra febbraio 2020 e maggio 2021, le occupate sono diminuite del 3,6% (-398mila) e gli occupati del 2,8% (-518mila), anche per effetto di un parziale recupero che negli ultimi quattro mesi ha riguardato soprattutto i secondi: da gennaio 2021, +44mila occupate (+0,5%) e +136mila occupati (+1,1%). Rispetto a febbraio 2020, la riduzione dell’occupazione continua a essere più elevata tra i 15-34enni (-4,2% contro il -3,2% del totale) e il tasso di occupazione dei 25-34enni, pari al 60,9%, è ancora inferiore di 1,5 punti percentuali ai valori pre-crisi, nonostante il recupero di quasi due punti osservato nei mesi recenti.

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