Antiquum ministerium: Tebartz-van Elst, né “clericalizzazione dei laici”, né “laicizzazione del clero”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Rafforzare il profilo catechistico nella Chiesa non facendolo derivare dal ministero della gerarchia ma orientandolo verso la gerarchia”. Così mons. Franz-Peter Tebartz-van Elst, delegato per la catechesi del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, ha sintetizzato l’obiettivo del Motu Proprio “Antiquum ministerium”, con cui il Papa istituisce il ministero del catechista, che “si oppone ad una clericalizzazione dei laici e ad una laicizzazione del clero”, come ha precisato il relatore. “Nel punto settimo di questa lettera apostolica parla della vocazione missionaria del catechista, che dovrebbe essere attuata in modo tale da non cadere in nessuna forma di clericalizzazione”, ha fatto notare il delegato per la catechesi del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione: “Il fatto che il ministero si diversifichi sempre più nella catechesi dispensata incoraggia la valorizzazione della dimensione prettamente laicale del ministro istituito”. “Il catechista risponde alla sua vocazione nella Chiesa in modo particolare con la proclamazione degli insegnamenti del Vangelo; pertanto presuppone l’integrazione del catechista nella comunione della Chiesa ed esige una comunicazione costante con Dio e con i fedeli”, ha proseguito Tebartz-van-Elst, facendo notare che  nel nuovo Motu proprio “Papa Francesco sottolinea che il catechista non deve assumersi principalmente compiti liturgici o pastorali o responsabilità di altri ministeri, ma che egli stesso è nella sua testimonianza un insegnante e mistagogo, compagno e pedagogo della propria vocazione e talento, evangelicamente inteso”.

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