Coronavirus Covid-19: “Un piano di vita” per l’Amazzonia. Organizzazioni indigene chiedono vaccini per tutti, reddito di base e condono del debito estero

“Dare impulso a un piano di vita” per l’Amazzonia. È la richiesta che arriva dall’iniziativa virtuale “El Grito de la Selva, Voces de la Amazonia” (Il grido della foresta, voci dell’Amazzonia), promosso dalle principali organizzazioni dei popoli indigeni e di difesa dell’ambiente della Panamazzonia, venerdì e sabato scorsi. Nel documento finale le organizzazioni denunciano la drammatica situazione dell’Amazzonia, a causa della pandemia e non solo, e formulano una serie di richieste. In primo luogo, per quanto riguarda la pandemia, “garantire l’accesso universale a vaccini affidabili per la popolazione amazzonica e procedere in conformità con le decisioni e i consensi, espressi attraverso previa consultazione, dalle popolazioni indigene. Promuovere informazioni trasparenti sui vaccini, fermando le campagne che creano paura, e che con falsità diffondono fanatismo politico e religioso. Promuovere processi di vaccinazione senza discriminazioni o corruzione e in condizioni ottimali”. Tra le altre richieste, “la liberalizzazione della proprietà intellettuale e stabilire una moratoria sull’applicazione del Trade Intellectual Property Agreement (Trips) dell’Organizzazione mondiale del commercio per migliorare, massificare e ridurre i costi di accesso a trattamenti e vaccini”; chiedere all’Oms e all’Ops di “rendere accessibili i progressi scientifici sul Covid-19, e stabilire che i vaccini sono un bene pubblico gratuito e accessibile, tramite Covax e altri meccanismi”; “assistenza medica immediata per le popolazioni indigene che sono state private di cure e accesso ai farmaci”; un reddito di base “per le famiglie che hanno subito perdite di familiari o che sono state infettate, fino a quando i vaccini non saranno effettivamente implementati”; corridoi di vita garantiti e liberi da attività estrattive a circa 200 popoli incontattati in tutto il Bacino per evitarne l’estinzione per potenziale contagio”.
Inoltre si ipotizza il condono del debito estero dei Paesi amazzonici, per evitare il collasso delle loro economie. Il manifesto contiene numerose altre proposte per difesa dei popoli indigeni e delle loro culture, della foresta amazzonica e del suo bioma, per “evitare di arrivare al punto di non ritorno”, contro i mega-progetti estrattivi, per l’impulso dell’autogoverno delle popolazioni locali, per un diverso modello economico. Inoltre si chiede di evitare “la ratifica e l’entrata in vigore dell’Accordo di libero scambio tra l’Unione europea e il Mercosur, a causa dei suoi gravi impatti sull’Amazzonia”.

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