Myanmar: card. Charles Bo (Yangon), “non sia versato più sangue innocente. La pace è sempre possibile con il dialogo”

“Non può essere versato sangue innocente su questa terra. Siamo tutti figli e figlie della stessa terra, della stessa madre, il Myanmar. Offriamo questa messa per la pace di questo Paese. L’ho ripetuto tante volte: l’odio non scaccia mai l’odio: solo amore. L’oscurità non vince mai l’oscurità; solo la luce può dissipare le tenebre. La logica dell’occhio per occhio rende cieco il mondo. Crediamo tutti nel potere dell’amore e della riconciliazione”. Ha pronunciato parole fortissime ieri il card. Charles Bo, arcivescovo di Yangon e presidente dei vescovi del Myanmar, nell’omelia della seconda Domenica di Quaresima. Una messa celebrata nel giorno forse più difficile e sanguinoso per il Paese: ieri almeno 18 persone sono rimaste uccise nella repressione delle manifestazioni contro il golpe del primo febbraio. Lo riporta la Bbc, citando fonti mediche a Yangon, Dawei e Mandalay, dove la polizia ha usato proiettili veri e di gomma e gas lacrimogeni. “Le strade del Myanmar – dice dall’altare il cardinale di Yangon – hanno visto così tanto dolore, sofferenza, resistenza. L’odio sembra essersi infiltrato nelle marce pacifiche”, ma “l’odio non vince su nulla”, ripete l’arcivescovo. “La pace è l’unica via; la pace è possibile. Papa Francesco chiede la risoluzione di tutte le differenze attraverso il dialogo. Coloro che invece invocano lo scontro, non lavorano al bene di questa nazione”. Commentando quindi le pagine del Vangelo che ieri riportavano il brano della “trasfigurazione” di Gesù davanti agli apostoli, il cardinale ha invocato l’avvento di un “nuovo Myanmar” attraverso quattro processi di cambiamento. “Desidero esortare ciascuno di voi a pregare per quattro trasfigurazioni di questa nazione e di ciascuno di noi. Dall’odio e dalla violenza: lascia che questa nazione si trasformi in un paradiso di pace e tranquillità. Dalla sfiducia reciproca: lascia che questa nazione si trasformi in una nazione di amore e solidarietà. Dall’essere una nazione povera nonostante le grandi risorse: lascia che sia trasfigurata in una nazione di prosperità condividendo la ricchezza con tutti. Dai conflitti per il potere e il prestigio: lascia che questa nazione sia trasfigurata in una nazione di democrazia, fraternità e uguaglianza. Da ogni tipo di sfruttamento: lascia che questa Nazione si trasformi in una Nazione di giustizia ambientale e giustizia ecologica”.

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