Donne e scienza: Save the Children, in Italia solo 16,5% si laureano in materie scientifiche. “Colmare il gap”

In Italia stereotipi, disuguaglianze di genere e mancanza di opportunità educative continuano a impedire a bambine e ragazze di sviluppare talenti e competenze. Oggi nel nostro Paese solo il 16,5% delle giovani si laurea in facoltà scientifiche, contro il 37% dei maschi; appena il 22% si diploma in istituti tecnici, a fronte del 42% tra i coetanei maschi. Un gap che nasce già nei primi anni di scuola e prosegue nel mondo del lavoro: nelle università con materie scientifiche, matematiche, tecnologiche e ingegneristiche le donne rappresentano solo il 20% dei professori ordinari. Sono i dati resi noti oggi da Save the Children, alla vigilia della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza che si celebra domani, 11 febbraio. L’organizzazione lancia anche domani su Instagram una mobilitazione online #noncivuoleunascienza #civuoleunascienziata per chiedere “maggiori investimenti nell’istruzione e politiche di promozione delle pari opportunità”, con il coinvolgimento di attiviste e di donne e ragazze del mondo della scienza e del digitale. “Bambine e ragazze, in Italia come nel resto del pianeta, continuano a scontare sulla propria pelle un divario di genere che non permette loro di far fiorire le proprie potenzialità, semplicemente perché nessuno crede in loro o perché non viene offerta loro un’opportunità. Un gap inaccettabile che con la pandemia rischia di diventare ancora più profondo”, dichiara Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children. Diversi gli esempi di successo che saranno ricordati nel corso della mobilitazione online attorno all’hashtag #senzadilei: donne scienziate come Barbara McClintock, americana, costretta a studiare botanica perché allora gli studi di genetica erano vietati alle donne, ma che conquistò il Nobel per la medicina per i suoi lavoro in ambito genetico. Oppure come Emmy Noether, tedesca, costretta a insegnare matematica all’università con nome e falso e maschile, indicata come “il più significativo e creativo genio matematico apparso finora” niente meno che da Einstein. L’italiana Rita Levi Montalcini, che si iscrisse all’università contro il volere del padre. O la biochimica ungherese Katalin Karikò, la donna scienziata dietro al vaccino anti Covid-19.

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