Terremoto: diocesi Acireale, spesi oltre 131mila euro per la ricostruzione delle chiese e della comunità

Raccolti 80.863,17 euro con le collette organizzate dalla diocesi di Acireale e dalle altre diocesi sicilane, dopo il sisma del 26 dicembre 2018, per far fronte ai bisogni degli sfollati acesi e per la ricostruzione delle chieste distrutte. Ne sono stati spesi molti di più: 131.687,22 euro. La differenza, pari a 50.824,05 euro, è stata integrata con i fondi della diocesi. “Vicino a chi in questo momento è più fragile e si trova ancora in emergenza – afferma mons. Giovanni Mammino, vicario generale della diocesi di Acireale – desidero ringraziare quanti in questo anno e mezzo si sono prodigati per ricostruire, non solo gli edifici sacri, ma anche la vita comunitaria. Ancora tante comunità e cittadini si trovano in condizioni di disagio. Il nostro lavoro non si ferma”.
L’invito, quindi, a donare non si arresta. La diocesi di Acireale nella fase emergenziale ha risposto alle necessità delle popolazioni colpite, promuovendo una raccolta e predisponendo un conto corrente bancario dedicato. In particolare, sono stati investiti: 2.236 euro nella parrocchia Santa Maria del Carmelo in Pennisi per lo sgombero della chiesa e 14.032 euro per la ristrutturazione della canonica; 5.068,76 euro per i lavori preliminari e di progettazione in vista della realizzazione dell’Opera Segno in Pennisi; 40.146,66 euro nella parrocchia Santa Maria delle Grazie in Fiandaca per la ristrutturazione della chiesa; 47.600 euro nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù in Santa Venerina, anche in questo caso, per la ristrutturazione della chiesa; 8.862,80 euro per la ristrutturazione dell’alloggio per il parroco di Pennisi; 5.000 euro nella chiesa Maria Ss. della Consolazione di Aci Catena; e, infine, 8.650 euro per i beni di prima necessità, come medicinali e sostegno per canoni locazioni.

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