Etiopia: Cbm Italia, al via una nuova campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi per sconfiggere il tracoma, prima causa di cecità di natura infettiva

In Etiopia oltre alla paura del contagio da Covid-19 c’è anche quella per il tracoma. È la terra degli altipiani a esserne il Paese più colpito al mondo: 70 milioni le persone a rischio d’infezione. Cbm Italia dal 2014 lavora in Etiopia per sconfiggere il tracoma, prima causa di cecità di natura infettiva, e lancia ora la nuova campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi, per contribuire alla distribuzione di antibiotici a bambini, all’organizzazione di cliniche mobili per raggiungere e identificare bambini, donne e uomini affetti da tracoma, al sostegno di un’operazione di trichiasi.
Occhi gonfi e arrossati, prurito e lacrimazione ne sono i primi sintomi del tracoma. L’infezione, causata dal batterio Clamydia trachomatis, è altamente contagiosa e si propaga velocemente lì dove c’è la mancanza di acqua pulita e scarsa igiene. Se non curata tempestivamente con antibiotici fa sì che le ciglia si rivoltino verso l’interno dell’occhio, lesionando la cornea a ogni battito. A questo stadio avanzato, detto trichiasi, solo un’operazione chirurgica può salvare dalla cecità, altrimenti la vista è persa per sempre.
Dal 2014, grazie anche al sostegno dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), Cbm combatte il tracoma applicando la strategia “Safe”, promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità. Essa prevede quattro azioni combinate: operazioni chirurgiche (Surgery), distribuzione di antibiotici (Antibiotics), sensibilizzazione sulle corrette norme igieniche (Facial Cleanliness) e costruzione di pozzi e latrine (Environment).
Cbm Italia è un’organizzazione umanitaria impegnata nella prevenzione e cura della cecità e disabilità evitabile e nell’inclusione delle persone con disabilità in Africa, Asia, America Latina e in Italia.

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