Diocesi: don Lomanto arcivescovo eletto di Siracusa. Mons. Russotto (Caltanissetta), “continua il legame tra le due Chiese”

“Così come 17 anni fa, il 23 luglio, San Giovanni Paolo II firmava la mia nomina a vescovo di Caltanissetta, il 23 luglio di quest’anno ho ricevuto il dono più bello del mio episcopato: la nomina ad arcivescovo di Siracusa di un figlio della nostra diocesi, il carissimo padre Francesco Lomanto, preside della Facoltà teologica di Sicilia, eminente studioso di storia e autore della positio per il processo di beatificazione del vescovo monsignor Giovanni Jacono, vescovo di Caltanissetta per 35 anni, che è già venerabile”. È sottolineando il “forte legame di grazia che continua ad intrecciare rapporti tra le diocesi, il loro clero e tutto il popolo di Dio”, che mons. Mario Russotto, vescovo di Caltanissetta, dalla Cappella maggiore del Seminario nisseno, ha annunciato alla diocesi e ai Consigli presbiterale e pastorale la nomina di don Francesco Lomanto, presente accanto a lui, ad arcivescovo di Siracusa.
“Proprio mons. Jacono, all’inizio del secolo scorso, era stato respinto dal seminario della diocesi di Siracusa per la sua povertà – ha proseguito mons. Russotto – e aveva trovato a Catania la possibilità di formarsi ad essere ordinato sacerdote. Oggi la risposta del Signore: il dono alla diocesi di Siracusa di mons. Lomanto”.
“Mi attende la diocesi di Siracusa, da cui proveniva mons. Alfredo M. Garsia che mi ha ordinato sacerdote. Si rinnova così il ponte che unisce queste due Chiese, quella mia di origine e quella alla quale il Signore mi ha destinato”. Sono state di comunione e di reciprocità le prime parole che don Francesco Lomanto, arcivescovo eletto di Siracusa, ha pronunciato immediatamente dopo l’annuncio della sua nomina. Lomanto ha avuto un pensiero particolare per il compianto vescovo di Monreale, mons. Cataldo Naro, suo predecessore come preside della Facoltà teologica di Sicilia e suo maestro negli studi storici e nella metodologia della ricerca.
Mons. Russotto ha poi posto sul capo e al collo dell’arcivescovo eletto, presbitero della sua Chiesa locale e preside della Facoltà teologica di Sicilia, i segni dell’episcopato non senza una visibile emozione da parte di entrambi e l’entusiasmo festoso dei presenti.

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