Siria: Save the Children, nel Nord-Ovest migliaia di bambini abbandonano i campi profughi per continue violenze e paura di Covid-19

(Foto AFP/SIR)

“Migliaia di bambini assieme alle loro famiglie stanno abbandonando i campi profughi e altri ricoveri di fortuna nel Nord-Ovest della Siria, a causa delle continue violenze e della paura di un focolaio di coronavirus che li spingono a cercare sicurezza altrove. Dall’inizio del cessate il fuoco il 5 marzo di quest’anno, oltre 200mila persone – almeno la metà dei quali bambini – sono andate via dai campi sovraffollati spostandosi in altri luoghi di fortuna o rientrando nelle loro case danneggiate dai bombardamenti, che avevano precedentemente abbandonato a causa del conflitto”. Questa la denuncia di Save the Children.
Le famiglie hanno raccontato di aver dovuto prendere una decisione impossibile: rimanere nei campi profughi decisamente impreparati ad affrontare la possibile escalation di casi di coronavirus oppure rischiare di tornare alle proprie case distrutte dalle bombe e vicine alla linea di conflitto. Nelle ultime settimane, infatti, una nuova escalation delle violenze a sud di Idlib ha costretto centinaia di queste famiglie a fare i bagagli e a lasciare le proprie abitazioni.
Molte famiglie, spiega l’organizzazione umanitaria, sono tornate nelle loro case senza avere acqua corrente o elettricità. I bambini non hanno accesso all’istruzione o all’assistenza sanitaria poiché molte scuole e ospedali sono stati distrutti e la mancanza di elettricità o di internet nella zona impedisce loro di poter seguire delle lezioni a distanza. Queste famiglie si trovano ora in una situazione ancora più precaria a causa dell’instabilità economica e della rapida svalutazione della moneta. Mentre il valore della lira siriana è crollato vertiginosamente, i prezzi dei generi alimentari stanno aumentando a dismisura. In una sola settimana, il prezzo del pane, così come altri generi di prima necessità, è raddoppiato rendendolo impossibile da acquistare per molte famiglie.
“La difficile situazione di questi bambini e delle loro famiglie è straziante. Sono dovuti scappare dagli incessanti combattimenti, vivendo in condizioni inimmaginabili e ora sono costretti a fuggire dalla minaccia di un virus mortale. Non hanno altro posto dove andare se non ritornare alle proprie case spesso ridotte in macerie. I servizi di base sono quasi inesistenti, i lavori sono difficili da trovare e i loro risparmi diminuiscono di giorno in giorno. Ora, con la minaccia di nuove violenze, molti si sono ritrovati sulla strada in cerca di sicurezza. Questo è disumano”, afferma Sonia Khush, direttrice in Siria per Save the Children.
“Un focolaio di Covid-19 nella Siria nord-occidentale avrebbe conseguenze impensabili. È fondamentale che gli operatori umanitari possano raggiungere bambini e famiglie vulnerabili. I valichi di frontiera sono linfa vitale per oltre 4 milioni di civili all’interno della Siria – inclusi 2 milioni di bambini – la maggior parte dei quali non può ricevere aiuti essenziali con nessun altro mezzo”, conclude Khush.

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