Notizie Sir del giorno: udienza, Rosario da Matera, Covid in Cina, migranti e rifugiati, demografia europea, presidenza tedesca Ue, indigeni Amazzonia brasiliana

Papa Francesco: udienza, “aiutare affamati, sconfitti della vita, poveri e senzatetto”

“Oggi ricorre la memoria liturgica del Santo Fratello Albert Chmielowski, protettore dei poveri”. Lo ha ricordato il Papa, salutando al termine dell’udienza i fedeli polacchi collegati attraverso i media. “Egli aiutava i senzatetto e gli emarginati a ritrovare un posto degno nella società”, ha proseguito Francesco: “Avendo egli imitato l’esempio di San Francesco d’Assisi, viene chiamato il ‘Poverello’ polacco. Il motto della sua vita era: ‘Essere buono come il pane’”. “Seguiamolo nell’amore fraterno, portando aiuto agli affamati, agli sconfitti della vita, ai poveri, ai bisognosi e soprattutto ai senzatetto”, l’invito del Papa. (clicca qui)

Coronavirus Covid-19: stasera alle 21 il Rosario dalla cattedrale di Maria Santissima della Bruna e Sant’Eustachio a Matera

La guarigione per chi ha contratto il virus per aiutare gli ammalati e poi la conversione dei cuori. Sono alcune delle più frequenti intenzioni di preghiera dei lettori del Sir, pubblicate sulla pagina Facebook dell’agenzia, in occasione del Rosario per l’Italia che sarà recitato stasera, alle 21, dalla cattedrale di Maria Santissima della Bruna e Sant’Eustachio, a Matera. A guidare l’appuntamento di preghiera – promosso da Tv2000, InBlu Radio, Avvenire, Sir, Fisc e Corallo, d’intesa con la Segreteria generale della Cei – sarà l’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo. (clicca qui)

Coronavirus Covid-19: nuovi contagi in Cina, la diocesi di Pechino richiude le parrocchie

In Cina, e più precisamente nella capitale Pechino, si fa dietrofront. La battaglia contro il Coronavirus Covid-19 non è finita e i nuovi casi di contagio (oltre 100 diagnosticati dall’11 al 15 giugno in città) hanno obbligato anche la diocesi di Pechino a chiudere di nuovo le chiese, riaperte una settimana fa. È padre John Baptist Zhang, della Jinde Charities, a fare, per il Sir, il punto della situazione. “A Pechino – ha affermato – per più di 50 giorni consecutivi non ci sono stati nuovi casi di Covid-19, ma dall’11 al 15 giugno la città ha purtroppo diagnosticato oltre 100 nuovi casi, tutti sono legati al nuovo mercato locale di ortaggi nel distretto di Fengtai. Attualmente, sei grandi mercati all’ingrosso sono chiusi o parzialmente chiusi, incluso il mercato di Beijing Xinfadi”. L’impatto dei nuovi focolai è stato immediato: nella capitale cinese le autorità hanno provveduto immediatamente a chiudere di nuovo scuole e università e interrompere le attività sportive e gli eventi culturali al coperto. Il sacerdote parla anche di voli cancellati e di attese (al momento) di almeno 15 giorni per poter rientrare a Pechino. (clicca qui)

Migranti: Lamorgese (min. Interno), “ripartire oneri tra Stati Ue e riformare regolamento Dublino”. Ripamonti (Centro Astalli), “non possiamo accontentarci di politiche securitarie”

“Riforma del regolamento di Dublino, regole diverse per una più equa ripartizione degli oneri tra gli Stati membri dell’Unione europea e migliori strumenti di tutela dei richiedenti asilo e rifugiati”: sono le linee guida contenute in un documento di intenti redatto dai ministri degli Interni di Italia, Cipro, Malta, Grecia e Spagna da sottoporre all’attenzione dell’Unione europea, secondo quanto riferito oggi da Luciana Lamorgese, ministro degli Interni, in un messaggio audio inviato in occasione del Colloquio sulle migrazioni organizzato dal Centro Astalli e trasmesso in diretta sul sito di Vatican.news, in vista della Giornata mondiale del rifugiato che ricorre il 20 giugno. (clicca qui)
Nell’aprire l’incontro padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, ha affermato che “non siamo una minaccia gli uni per gli altri, i rifugiati non possono continuare a essere percepiti come tali, per questo non possiamo abbandonarli in Libia, lasciarli morire in mare o alle frontiere, non possiamo accontentarci di politiche securitarie”. (clicca qui)

Commissione Ue: relazione sulla demografia, Europa con i capelli bianchi. Si preparare un “Libro verde sull’invecchiamento”

Una relazione di 32 pagine sulle conseguenze del cambiamento demografico in Europa è stata oggi “adottata” dalla Commissione e sarà il punto di partenza per una serie di azioni future, anche in relazione ai piani di ripresa post-crisi Covid-19. La relazione mette in fila una serie di dati e grafici sulla popolazione europea firmati Eurostat, ne delinea alcuni effetti, e li declina in termini di attenzioni politiche necessarie nel futuro. La Commissione intende infatti preparare un “Libro verde sull’invecchiamento” e una “Visione di lungo periodo per le aree rurali”. Ma in generale dalla relazione emerge la necessità di considerare le tendenze demografiche (Europa sempre più vecchia e mondialmente marginale per numero di abitanti) come “elemento trasversale di tutte le politiche Ue”. (clicca qui)

Ue: messaggio Chiese cattolica ed evangelica su presidenza tedesca. “Conseguenze pandemia da affrontare con un’Europa unita”

“Mai come in questo momento è importante tracciare un percorso comune nel futuro, proprio nel senso del motto della presidenza ‘Insieme. Rendere di nuovo forte l’Europa’. Perché le conseguenze economiche e sociali della pandemia possono essere superate solo da un’Europa unita”. Questo è un passo della dichiarazione congiunta che il presidente del Consiglio della Chiesa evangelica in Germania (Ekd), il vescovo Heinrich Bedford-Strohm, e il presidente della Conferenza episcopale tedesca, mons. Georg Bätzing, pubblicano oggi, a pochi giorni dall’avvio del semestre tedesco di presidenza del Consiglio dell’Ue (1 luglio–31 dicembre 2020). “Il futuro di noi tutti non è solo all’interno degli Stati nazionali, ma in Europa”, scrivono i vescovi. “Nella prospettiva della presidenza tedesca del Consiglio dell’Ue, ma anche oltre, chiediamo ai politici tedeschi di definire il futuro della nostra casa comune in Europa in spirito di responsabilità per la coesione europea”. (clicca qui)

Brasile: Chiesa in prima linea in una campagna per l’autoprotezione delle comunità e dei leader indigeni, intitolata “La vita appesa a un filo”

Una campagna di autoprotezione per le comunità indigene dell’Amazzonia brasiliana e i leader minacciati, intitolata “La vita appesa a un filo”. L’iniziativa, che vede coinvolte numerose organizzazioni ecclesiali, a partire dalla Rete ecclesiale panamazzonica (Repam), e della società civile, sarà lanciata domani, 18 giugno. La campagna, come si legge sul sito della Repam, ha l’obiettivo di “rafforzare le articolazioni sociali, consolidando i processi già in atto, dando ampia visibilità alla gravità e all’intensificazione della violenza contro coloro che difendono i diritti sociali e ambientali”. Ci si propone, inoltre, di “raggiungere le comunità esposte a situazioni di rischio e di minaccia in modo più capillare possibile, in modo che possano organizzare e proteggere i loro membri”, oggi minacciati non solo dalla pandemia del Covid-19, ma anche da sempre nuovi progetti di accaparramento di terre e attentati all’ecosistema della foresta. (clicca qui)

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