Austria: Imabe, valutazioni positive delle linee guida sulla gestione del suicidio assistito pubblicate dalla Conferenza episcopale tedesca

L’Istituto di antropologia medica e bioetica (Imabe), con sede a Vienna, ha accolto con favore le nuove linee guida pubblicate dalla Conferenza episcopale tedesca (Dbk) e dalla Caritas tedesca sulla gestione del suicidio assistito nelle istituzioni cattoliche. Sul proprio sito web, l’Imabe descrive le linee guida come un importante contributo per chiarire questioni etiche e legali nella pratica: “Forniscono chiarezza e promuovono una ‘cultura di affermazione della vita’ con concetti di tutela giuridicamente validi”. Pubblicate a marzo e intitolate “Percorrendo il cammino della vita”, chiariscono che il suicidio assistito non dovrebbe avere spazio nelle istituzioni cattoliche in Germania. Ciò fa seguito alla sentenza del 2020 della Corte costituzionale federale tedesca che, pur affermando il “diritto alla morte autodeterminata”, ha anche sottolineato che nessuno può essere costretto a partecipare a un suicidio. L’Imabe sottolinea l’aumento del numero di suicidi assistiti in Germania a seguito della sentenza e la persistente incertezza giuridica nelle strutture di assistenza e cura. Le nuove linee evidenziano la chiara posizione dei vescovi, che affermano che “il suicidio assistito non ha posto nelle strutture e nei servizi gestiti da cattolici”. Al contrario, le persone con pensieri suicidi dovrebbero ricevere un supporto e un orientamento completi.
La partecipazione a suicidi o la tolleranza di organizzazioni esterne che praticano il suicidio assistito sono espressamente vietate. Per l’Imabe le linee guida mirano a “rafforzare la prevenzione del suicidio, promuovere un atteggiamento di affermazione della vita” e, al contempo, proteggere il personale da situazioni di conflitto. Le linee guida sottolineano che i pensieri suicidari spesso derivano da “paura, disperazione e senso di impotenza in situazioni estreme” e non possono essere interpretati come espressione di libera autodeterminazione, e auspicano un ampliamento delle cure palliative e dell’assistenza in hospice, nonché un miglioramento del supporto psichiatrico.

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