Periferie: Save the children, “servono presìdi socio-educativi gratuiti, sicuri e accessibili per i giovani”

Garantire spazi socio-educativi gratuiti, sicuri e accessibili nelle aree più vulnerabili del Paese. È la proposta presentata da Save the children durante l’audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie, insieme alla delegazione dell’Organizzazione. “Non chiediamo la Luna, solo una parte della Terra”, ha detto Lorenzo Rossi del Movimento Giovani per Save the children, sottolineando la necessità per ragazze e ragazzi di avere luoghi dove incontrarsi, organizzare attività culturali e coltivare passioni. Secondo Save the children, nelle 14 città metropolitane italiane circa 142mila minori vivono nelle aree urbane più fragili, segnate da disagio socioeconomico. In questi territori, l’Organizzazione evidenzia livelli più elevati di povertà e maggiore fragilità nei percorsi scolastici. “Non possiamo accettare che il futuro di bambini e adolescenti dipenda dal quartiere in cui nascono”, ha dichiarato Giorgia D’Errico, direttrice Relazioni Istituzionali di Save the children, chiedendo un cambio di approccio con interventi strutturali e risorse certe. La proposta prevede la creazione di presìdi socio-educativi nelle aree a maggiore vulnerabilità: luoghi aperti tutto l’anno, anche nei pomeriggi, nelle sere, nei weekend e durante l’estate, dove i giovani possano partecipare ad attività culturali, sportive e ricreative, oltre a ricevere supporto educativo, psicologico e sociale. I nuovi presìdi dovrebbero essere realizzati attraverso reti territoriali che coinvolgano scuole, enti locali, Terzo settore e comunità educanti. L’iniziativa punta a contrastare le disuguaglianze territoriali e a rafforzare i diritti di bambine, bambini e adolescenti.

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