(Strasburgo) La dichiarazione diffusa oggi dalla Comece, a firma di mons. Mariano Crociata, presidente, sulle nuove norme riguardanti i rimpatri di cittadini stranieri, colloca la posizione della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea nel più ampio quadro dell’insegnamento della Chiesa cattolica e in continuità con gli appelli lanciati di recente da Papa Leone XIV durante la sua visita alle Isole Canarie. Ricordando l’invito del Santo Padre a non rimanere indifferenti a coloro che periscono in mare, sono vittime della tratta di esseri umani o sono costretti a fuggire da guerre, violenze, persecuzioni, fame e degrado ambientale, monsignor Crociata sottolinea che i migranti non sono “una categoria o una statistica”, ma persone che “potrebbero far parte della nostra famiglia”. Rifacendosi al messaggio di Papa Leone XIV, il presidente della Comece sottolinea che la risposta dell’Europa alla migrazione deve rimanere saldamente ancorata ai suoi valori fondanti. “L’Ue è stata fondata sulla convinzione che la dignità umana sia inviolabile e che la solidarietà tra i popoli non sia un ideale facoltativo, ma una responsabilità fondamentale”, afferma, avvertendo che l’Europa non può continuare ad accettare che il Mediterraneo e l’Atlantico diventino “cimiteri silenziosi” per le persone in cerca di sicurezza e di un futuro per le proprie famiglie.