Oggi il principale spazio in cui si manifesta l’odio è il digitale: il 71,6% dei discorsi d’odio avviene online, mentre il restante 28,4% si consuma nei contesti fisici: luoghi di lavoro, scuole e spazi pubblici. Nel 2024 il sistema Unar ha registrato 17.640 segnalazioni complessive di cui il 93,7% dei casi emerge dal monitoraggio web e media, mentre appena il 6,3% proviene direttamente dalle segnalazioni dei cittadini. Oltre 10mila episodi di hate speech sono stati rilevati sui social media, confermando quanto l’ecosistema digitale rappresenti oggi uno degli ambienti più esposti alla diffusione dell’odio e della discriminazione. Questo è quanto emerge dalla ricerca “Mapping Hate and Discrimination in Italy: Structural Invisibility, Multi-Source Monitoring and the Calabrian Case Study”, diffusa in occasione della Giornata internazionale contro i discorsi d’odio e curata da Giovanna Vingelli, professoressa dell’Università della Calabria, nell’ambito del progetto “MYTHiC – Mobilize Youth Tackling Hate in Calabria” finanziato dall’Ue e coordinato da Fondazione l’Albero della Vita, in partnership con Dataninja e Centro calabrese di solidarietà, che nasce per affrontare la proliferazione dell’hate speech (linguaggi di incitamento all’odio che diffondono o giustificano discriminazione) e dell’hate crime (veri e propri reati motivati da pregiudizi), soprattutto tra bambini, adolescenti e giovani.
MYTHiC si rivolge alle nuove generazioni, a scuole, educatori e territori attraverso percorsi formativi: ragazze e ragazzi vengono accompagnati nel riconoscimento dei discorsi d’odio, soprattutto online e acquisiscono strumenti per contrastarli in modo attivo e consapevole (finora più di 840 studenti formati). Accanto all’educazione, il progetto punta a rafforzare il protagonismo giovanile, affinché le nuove generazioni possano diventare attori di cambiamento all’interno delle proprie comunità, promuovendo relazioni inclusive e contrastando stereotipi e discriminazioni. Parallelamente, il progetto lavora sul sostegno alle vittime.
“Con il progetto MYTHiC abbiamo gettato basi solide in Calabria contro l’odio online. Finora abbiamo formato 80 operatori locali, coinvolto più di 30 docenti e raggiunto oltre 840 studenti, selezionando tra loro i primi Equity Defender: giovani formati per diventare sentinelle attive contro le discriminazioni e promuovere la alfabetizzazione digitale tra ragazzi e ragazze. Il lavoro fatto è tanto, ma la fase cruciale si apre ora. Da settembre attiveremo i laboratori sul campo e lanceremo un innovativo meccanismo di Referral: un canale protetto e immediato tramite il quale le vittime potranno denunciare gli abusi subiti e segnalarne i perpetratori, attivando così una rete di presa in carico. L’obiettivo è uno solo: fornire alle nuove generazioni strumenti concreti per proteggersi, migliorarsi e costruire un futuro non governato dall’odio”, commenta Lara Colace, Ue Project Coordinator di Fondazione l’Albero della Vita.
“Con il progetto MYTHiC, attivo oggi in Calabria ma ideato per essere fortemente scalabile, non ci limitiamo a monitorare il fenomeno, ma vogliamo rendere i ragazzi protagonisti attivi del cambiamento all’interno delle loro comunità. Trasformare lo spazio online e fisico da luogo di discriminazione a spazio di inclusione è una sfida culturale che riguarda la tenuta del nostro tessuto sociale”, dichiara Isabella Catapano, direttrice generale di Fondazione l’Albero della Vita.