(Strasburgo) “La vita di molti giovani si svolge sempre più online e l’uso eccessivo dei social media è tra le principali cause della crisi della salute mentale in Europa”. Con queste parole ha iniziato il suo intervento in emiciclo Glenn Micallef, commissario europeo per le Politiche giovanili, intervenendo al Parlamento Ue sul tema della sicurezza dei minori in rete. Il rappresentante dell’Esecutivo ha dichiarato che l’Europa dispone già di “uno dei quadri normativi più ambiziosi al mondo” fondato sul Digital Services Act, e assicura un’applicazione “rigorosa e rapida” delle regole. Nel mirino le piattaforme che progettano interfacce in grado di creare dipendenza o che non impediscono l’accesso a contenuti inappropriati, motivo per il quale l’Ue ha già avviato verifiche preliminari su TikTok, Meta e quattro grandi piattaforme pornografiche. Tra le priorità espresse da Micallef: sistemi di verifica dell’età “affidabili e rispettosi dei dati”, con un modello europeo già definito e da rendere operativo entro fine 2026. Parallelamente, Bruxelles punta su iniziative come la strategia “Better Internet for Kids”, che ha raggiunto oltre 46 milioni di persone, e il piano d’azione contro il cyberbullismo. Il tema sarà ulteriormente rafforzato con la revisione della direttiva sui servizi audiovisivi e il futuro Digital Fairness Act, ha assicurato il commissario. Un panel di esperti, convocato dalla presidente Von der Leyen, presenterà a luglio raccomandazioni su possibili nuove misure perché, ha concluso Micallef, “la protezione dei minori online è una priorità assoluta e dobbiamo fare sempre di più”.