Haiti: il segretario generale Onu Guterres in visita a Port-au-Prince, “un vergogna l’indifferenza del mondo. Oggi, però, si vede della luce in fondo al tunnel”

“La più grande vergogna non è la violenza delle bande. La più grande vergogna è l’indifferenza, quella di un mondo che ha guardato altrove per troppo tempo”. Lo ha detto ieri il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, in visita a Port-au-Prince, per portare la solidarietà dell’Onu alle popolazioni colpite dall’insicurezza. “C’è un legame diretto tra l’assenza della comunità internazionale e l’assenza di sicurezza per il popolo haitiano”, ha aggiunto. Guterres è stato accolto dal primo ministro di transizione Alix Didier Fils-Aimé, e ha incontrato famiglie sfollate a causa delle violenze, attori umanitari e responsabili impegnati negli sforzi di ripristino della sicurezza.
“Le bande terrorizzano il paese. Intere famiglie sono sradicate. Dei bambini sono privati di protezione, di scuola, di futuro”, la denuncia del Segretario generale, secondo il quale “queste famiglie non mi hanno chiesto compassione. Si aspettano delle azioni”. Guterres ha ricordato che più di 6,4 milioni di persone hanno oggi bisogno di assistenza umanitaria a Haiti, mentre quasi 1,5 milioni sono sfollate all’interno del Paese. Circa sei milioni di persone affrontano una grave insicurezza alimentare. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla situazione delle donne e dei bambini, indicando che il reclutamento di bambini da parte delle bande è triplicato in un anno. “Haiti non chiede la carità. Haiti chiede che il mondo mantenga la parola data”, ha detto ancora Guterres, esprimendo una speranza: “Per la prima volta, da molti anni, si intravede della luce in fondo al tunnel”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo