Diocesi: Brescia, in serata si ricorda il beato Giovanni Battista Zola, martire a Nagasaki in Giappone

In occasione del 400° anniversario del martirio del beato Giovanni Battista Zola, l’Ufficio per le Missioni e il Servizio per le Cause dei santi della diocesi di Brescia, hanno promosso per la serata di oggi, mercoledì 17 giugno, una celebrazione eucaristica per fare memoria del missionario gesuita bresciano in Giappone. Alla liturgia, presieduta dalle 18 nella basilica delle Grazie dal vescovo Pierantonio Tremolada, parteciperà anche il postulatore generale della Compagnia di Gesù, padre Pascual Cebollada.
Sul sito web della diocesi viene riportato un profilo biografico del beato bresciano: Giovanni Battista Zola nasce nel 1575. Ne conosciamo invece il giorno del battesimo: il primo novembre dello stesso anno. I genitori sono Antonio Zola e Leonora Lodesani, profondamente religiosi. Il giovane si forma nel collegio gesuita di S. Antonio. Nel 1593 entra nella Compagnia di Gesù. Dopo il noviziato a Padova, torna a Brescia: nel 1595 emette i voti religiosi perpetui semplici. Vive un forte afflato missionario che ha modo di concretizzare nel 1601, dapprima in India, poi in Giappone, dove vive dal 1606. Opera con zelo pastorale nella regione del Tacacu per vent’anni, nonostante una salute minata da molti problemi. Studia il giapponese e scrive opere, purtroppo andate perdute, in tale lingua. Edita inoltre riviste cattoliche. Nel tempo, alla primitiva tolleranza riservata ai Gesuiti si sostituisce da parte delle autorità una feroce repressione. Giovanni Battista Zola è arso vivo a Nagasaki insieme ad alcuni compagni, il 20 giugno 1626. Le loro ceneri vengono disperse in mare. Padre Zola e i confratelli non sono i soli a pagare con la vita la fede in Cristo: anche coloro che li avevano ospitati poco prima dell’arresto, vengono uccisi.
Fino al 20 giugno, sempre nella basilica delle Grazie, saranno esposti alla venerazione le copie originali di alcuni suoi scritti e anche una reliquia dei gesuiti martiri in Giappone nel 1626.

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