(Strasburgo) Il Parlamento europeo ha adottato oggi cinque relazioni dove si esaminano i progressi verso l’adesione all’Ue di Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord e Montenegro. Gli esiti sono assai differenti. Il Montenegro può aspirare a diventare membro dell’Ue entro il 2028; l’Albania potrebbe concludere i negoziati di adesione entro il 2027, rimandando a una data seguente l’adesione; le relazioni per Macedonia del Nord e Kosovo non rilevano progressi significativi rispetto allo scorso anno; infine, la Bosnia-Erzegovina deve porre fine all’ostruzionismo e rinnovare l’impegno verso l’adesione all’Ue.
Più precisamente i deputati accolgono con favore – con 486 voti a favore, 101 contrari e 75 astensioni – “i progressi costanti del Montenegro nelle riforme connesse all’Ue”, sostenuti dall’obiettivo di concludere i negoziati entro la fine del 2026 e diventare il 28º Stato membro dell’Ue entro il 2028. Per quanto riguarda l’Albania, la relazione è stata adottata con 483 voti a favore, 103 contrari e 70 astensioni. I deputati recepiscono “i rapidi progressi compiuti dall’Albania negli ultimi anni” e invitano le autorità a garantire la piena attuazione della legislazione adottata. Nonostante tali progressi, il Parlamento afferma che “il Paese deve ancora affrontare diverse sfide, tra cui il superamento della polarizzazione politica interna e il miglioramento della cultura politica, il rafforzamento dello Stato di diritto e il consolidamento delle riforme anticorruzione”.
In un’altra relazione adottata con 412 voti a favore, 174 contrari e 58 astensioni, i deputati si congratulano con il Kosovo per il “costante impegno” verso l’adesione all’Ue, pur esprimendo “preoccupazione per l’incapacità del Paese di formare un parlamento e un governo pienamente funzionanti da oltre un anno”. Invitano il governo ad accelerare le riforme legate all’Ue, in particolare nei settori dello Stato di diritto, delle libertà fondamentali e della lotta alla corruzione. Il testo sottolinea che la normalizzazione delle relazioni con la Serbia e l’attuazione degli accordi di Bruxelles e di Ohrid restano essenziali per le ambizioni europee del Kosovo.
In una relazione adottata con 411 voti a favore, 120 contrari e 120 astensioni, il Parlamento ribadisce il suo “pieno sostegno all’impegno della Macedonia del Nord verso l’adesione all’Ue, sottolineando che “i progressi nei negoziati continuano a dipendere da riforme durature e profonde”. I deputati si rammaricano della mancanza di progressi rispetto alla relazione del 2025, in particolare sullo Stato di diritto, la riforma della giustizia e la lotta alla corruzione.
Infine, con 478 voti a favore, 116 contrari e 54 astensioni, i deputati ribadiscono il loro sostegno all’adesione della Bosnia-Erzegovina all’Ue “sulla base dell’unità, della sovranità e dell’integrità territoriale del Paese”. Chiedono riforme per rafforzare le istituzioni democratiche, garantire il rispetto dello Stato di diritto, combattere la corruzione e la criminalità organizzata e assicurare i diritti fondamentali a tutti i cittadini. Il Parlamento invita i leader politici della Bosnia-Erzegovina a “rinnovare il loro impegno verso l’adesione all’Ue e ad attuare senza ulteriori ritardi le riforme attese da tempo”.
In altre due relazioni, adottate sempre oggi, gli eurodeputati avvertono del continuo arretramento democratico in Georgia e in Turchia e chiedono riforme e una risposta più forte dell’Ue.