Card. Camillo Ruini: card. Battaglia (Napoli), “ha richiamato con forza la responsabilità dei credenti ad abitare il proprio tempo senza paura”

“Con lui scompare una delle figure che più hanno segnato la vita della Chiesa italiana negli ultimi decenni, accompagnandola in una stagione complessa e decisiva, attraversata da grandi cambiamenti culturali, sociali ed ecclesiali”. Lo scrive il card. Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, in un messaggio di cordoglio per la scomparsa del card. Camillo Ruini.
“Il card. Ruini ha servito la Chiesa con una passione lucida e instancabile, animato dalla convinzione che il Vangelo non possa mai essere relegato ai margini della storia e che la comunità cristiana non debba rinunciare a offrire il proprio contributo alla costruzione della società”, osserva il porporato. In anni in cui “molti annunciavano l’irrilevanza della fede e il tramonto della presenza pubblica del cristianesimo, egli ha richiamato con forza la responsabilità dei credenti ad abitare il proprio tempo senza paura, senza complessi di inferiorità, senza fughe. È stato, in quegli anni inquieti, come la sentinella posta sulle mura: lo sguardo fisso nel buio per cogliere il primo chiarore, la voce pronta a ridestare i fratelli e ad annunciare che ogni notte custodisce un’alba”.
Il card. Battaglia sottolinea: “La sua voce, sempre rigorosa e appassionata, ha ricordato alla Chiesa italiana che evangelizzare significa anche dialogare con la cultura, interrogare le coscienze, confrontarsi con le domande profonde dell’uomo contemporaneo. Per questo il suo impegno nel campo culturale rimane una delle eredità più significative del suo ministero: la convinzione che fede e ragione non siano avversarie, che il Vangelo abbia ancora una parola da dire alle inquietudini del nostro tempo e che la Chiesa non possa rinunciare a essere presenza viva nel dibattito pubblico, a servizio della dignità della persona e del bene comune”.
Accanto alla “fermezza delle sue convinzioni”, “molti hanno conosciuto la profondità del pastore, dell’uomo di Chiesa capace di portare sulle proprie spalle il peso delle responsabilità affidategli. Il lungo servizio come presidente della Conferenza episcopale italiana e come vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma testimonia una dedizione totale alla missione ecclesiale, vissuta con intelligenza, senso delle istituzioni e amore sincero per il popolo di Dio”.
L’arcivescovo evidenzia anche “la fedeltà con cui ha amato e servito il Successore di Pietro. Accanto a san Giovanni Paolo II e a Benedetto XVI, ha custodito l’unità della Chiesa come un dono da difendere ogni giorno, certo che la comunione con il Papa fosse la radice di ogni autentico servizio ecclesiale. Anche in questo ci lascia una lezione: si serve la Chiesa soltanto amando, fino in fondo, Cristo che la guida. È questa la sua eredità più vera, consegnata a noi che restiamo”.
“Oggi, mentre affidiamo la sua anima alla misericordia del Padre, desideriamo soprattutto rendere grazie per una vita spesa senza riserve per il Vangelo e per la Chiesa. Il Signore accolga questo suo servo fedele nella luce che non conosce tramonto e gli conceda quella pienezza che egli ha cercato e annunciato lungo tutto il suo cammino terreno”, conclude il card. Battaglia.

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