“Il riarmo è una condizione molto pericolosa. Investire nel dialogo quanto si investe per il riarmo”. Lo ha detto il card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, intervenendo oggi a Roma alla presentazione del volume “Quam pulchri. Settanta saggi per i settant’anni del Cardinale Matteo Zuppi”, iniziativa proposta dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa sede. Il volume, a cura di Alberto Melloni e Nicla Buonasorte raccoglie contributi proposti da autori di generazioni diverse, di vari continenti e culture, uniti dalla stima che li lega all’arcivescovo di Bologna. Il filo che unisce i testi è la pace, che Zuppi ha inteso fin dall’inizio come il cardine del suo ministero pastorale. “A un certo punto la difesa diventa necessaria, non c’è dubbio”, ha proseguito Zuppi lanciando una proposta. “Se si investono dei soldi nel riarmo, se ne dovrebbero investire altrettanti nel dialogo. Non c’è dubbio. Si investa in borse di studio, nell’Erasmus, ci si inventi tutto ciò che può servire per far studiare insieme le persone, per farle pensare insieme”. Una considerazione che ha portato il Presidente Cei a citare lo scrittore francese Raoul Follereau, “un grande uomo capace di guardare al futuro quando sosteneva che con due bombardieri si sarebbe potuto sconfiggere la lebbra. Ed era una riflessione tutt’altro che infondata. Io penserei a una sorta di parità: tanto per il riarmo e per l’esercito, quanto per il dialogo e la costruzione di una difesa comune europea. Su questo c’è un grande lavoro da fare. Credo che le sue parole ci impegnino a scelte importanti”.