Il vescovo di Caserta e arcivescovo di Capua, mons. Pietro Lagnese, esprime “viva soddisfazione per il traguardo della promozione raggiunto dalla Juvecaserta, un successo che premia il percorso di questa stagione”.
Nel formulare i propri auguri alla squadra di pallacanestro promossa in serie A2, il presule desidera richiamare quanto condiviso durante il recente incontro in Curia, presso la Sala “Papa Francesco ’24”. In quell’occasione, mons. Lagnese ha ribadito come la pratica sportiva, se vissuta con consapevolezza, rappresenti una delle forme più alte di educazione alla vita. Lo sport, per il presule, non si esaurisce nell’agonismo, ma costituisce un laboratorio di cittadinanza attiva e un prezioso antidoto alle solitudini moderne; in questo contesto, il “senso di squadra” insegna che non esiste vittoria che valga quanto la capacità di rialzarsi insieme dopo una sconfitta.
Questa visione trova un profondo sostegno nel magistero di Leone XIV. Nel video con le intenzioni di preghiera per il mese di giugno, il Pontefice definisce lo sport un “linguaggio universale” capace di avvicinare le culture, unire i popoli e seminare rispetto, solidarietà e crescita personale. Il Papa esorta affinché lo sport sia sempre vissuto come “una scuola di fraternità e non di sterile rivalità, uno spazio d’incontro e non d’esclusione, una via di pace e non di violenza”. Richiamando la necessità di costruire comunione e fraternità, il Pontefice sottolinea come, nella vita come nel gioco, “nessuno si salva da solo”, ricordando che il bisogno degli altri è fondamentale per crescere, superare i propri limiti e celebrare le vittorie insieme. Inoltre, riflettendo sulla “logica dell’incontro”, Leone XIV ha incoraggiato atleti e istituzioni a promuovere la filosofia del “vincere senza umiliare”, mettendosi al contempo in guardia dal rischio della “dittatura della performance” e della possibile strumentalizzazione politica dell’attività sportiva.
Mons. Lagnese auspica che la Juvecaserta possa continuare a testimoniare tali valori, rappresentando per la comunità cittadina un modello di impegno, umiltà e autentica coesione sociale, capace di trasformare i valori del campo in uno stile di vita quotidiano per l’intera città.