Pentecoste: mons. Damiano (Agrigento), “l’unità è apertura all’alterità e integrazione della diversità”

“Il valore dell’unità, intesa come ‘apertura all’alterità e integrazione della diversità’, in contrapposizione all’indifferentismo e all’autosufficienza che si riscontrano sempre più frequentemente nella mentalità corrente e che si riflettono, a livello teorico e pratico, anche in ambito ecclesiale”. Lo indica l’arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, nel suo messaggio alla diocesi per la Pentecoste. “Per superare questo equivoco, ho suggerito di considerare l’unità come presupposto e non come prodotto – ribadisce –. Se infatti ci illudiamo di doverla costruire con i nostri sforzi, non ci riusciremo mai; se invece ci sforziamo di riscoprire ciò che già ci unisce, allora possiamo farcela”.
Il presule osserva poi che “bisogno di novità deve scontrarsi con le resistenze degli schemi mentali acquisiti e delle abitudini consolidate; l’audacia del coraggio deve fare i conti con paure che possono arrivare anche a paralizzare; la fede deve vincere il rischio di un’incredulità tanto più pericolosa quanto più inconsapevole o camuffata”. “Da questo volto della ‘Chiesa della Pasqua’ – bello nella misura in cui essa impara a riconoscere e superare ciò che di fatto la deturpa – ho tirato fuori tre direttrici che devono caratterizzare lo stile tipicamente ecclesiale e che vi ho consegnato anche come espressioni effettive di sinodalità: la sfida del cercarsi, l’arte del raccontarsi e la disponibilità a lasciarsi precedere”.
Soffermandosi, quindi, sulla “Chiesa della Pentecoste”, mons. Damiano offre “un contenuto a queste tre direttrici, per indicare in che modo possiamo metterci veramente in atteggiamento di ‘uscita’, così da guardare e tendere sempre più verso quel compimento a cui il Risorto ci orienta”.

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