Medicina solidale: Gambino, “oggi nuove forme discriminatorie legate alla possibilità di curarsi”. Calipari, “affrontare apartheid sanitario”

“Oggi sta emergendo un tema di cittadinanza minoritaria, ossia di cittadini che non hanno possibilità di trovare nei servizi sanitari quell’eccellenza che dovrebbe essere garantita costituzionalmente a tutti. Si stanno creando nuove forme discriminatorie legate alla possibilità di curarsi”. A lanciare l’allarme è stato ieri sera da Strasburgo Alberto Gambino, presidente di Scienza&Vita e prorettore Università europea di Roma, inaugurando il primo dei due webinar promossi dall’associazione sul tema della “medicina solidale” (il secondo si svolgerà mercoledì prossimo, 13 dicembre). Da Gambino un invito alla sussidiarietà, ossia “a trovare strumenti da parte dello Stato per favorire attività, associazioni e comportamenti di sostegno e di cura della salute della nostra cittadinanza in senso lato”. Per Maurizio Calipari, bioeticista e portavoce di Scienza&Vita, che ha moderato l’incontro, “ci sono esigenze nuove cui bisogna dare risposta, situazioni emergenziali e nuovi bisogni. Come assicurare una cura per tutti? E ancora: si parla di medicina solidale, ma la medicina non è già, di per sé, solidale?”. In ogni caso, la medicina odierna – e i sistemi sanitari che erogano i servizi – “deve affrontare questa crescente sfida”, un vero “apartheid sanitario”.

 

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