Biagio Conte: la storia del missionario laico nel libro “Ti posso chiamare fratello”

Ph. San Paolo Edizioni

Si intitola “Ti posso chiamare fratello”, parola che lui utilizzava abitualmente, il libro edito dei giornalisti Alessandra Turrisi e Roberto Puglisi sul missionario laico Biagio Conte, edito da San Paolo.
Il volume, in libreria dal 13 dicembre, ripercorre la storia del fondatore della Missione Speranza e Carità, a Palermo. Credente capace di smuovere le coscienze, ha pregato, digiunato e attraversato in pellegrinaggio l’Italia e l’Europa intera, per sensibilizzare i cuori dei cittadini e delle istituzioni all’impegno per la pace, all’attenzione verso i più fragili, alla convivenza fra i popoli. Ha lasciato la vita terrena il 12 gennaio 2023, dopo una malattia affrontata con la forza, la fede e la speranza con cui ha sempre vissuto. Le sue battaglie non violente hanno lasciato un segno, un’eredità per la Chiesa e per la società tutta che non va dispersa, ma custodita e valorizzata.
Quando a Palermo si dice “Biagio Conte” non si indica solo quel “piccolo servo inutile” dagli occhi azzurri illuminati dalla fede, bensì un punto di riferimento per l’universo dei derelitti, un luogo di accoglienza per gli scartati della terra, un posto in cui la speranza non muore, perché per tutti c’è una seconda possibilità. “Sbracciati e datti da fare” è il motto di chi varca i cancelli della Missione di Speranza e Carità, tre comunità principali a Palermo con altri satelliti in tutta la Sicilia, fondate in luoghi condannati all’abbandono per decenni, edifici a cui è stata donata una nuova vita al servizio del territorio.
La prefazione del libro è firmata dall’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice: “Venendo a Palermo come vescovo ho subito incontrato lo sguardo di fratel Biagio, o meglio, i nostri sguardi si sono immediatamente intercettati, si sono parlati, e si sono detti: ‘Ci impegneremo insieme per una Chiesa povera e dei poveri, aiuteremo Papa Francesco a realizzare il volto di una Chiesa sempre più somigliante al suo Maestro e Signore, al suo Sposo, il Cristo, il Messia povero e dei poveri. Saremo missionari di carità, di speranza e di pace; di dialogo e di incontro tra culture e fedi diverse, costruttori di una città accogliente e fraterna”.

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