Papa Francesco: messa con i cardinali, stupore antidoto a “rischio di scadere nell’abitudine”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Ripartire da questa celebrazione, e da questa convocazione cardinalizia, più capaci di annunciare a tutti i popoli le meraviglie del Signore”. È l’auspicio espresso dal Papa, nell’omelia della Messa con i nuovi cardinali creati nel corso del nel Concistoro di sabato scorso e il Collegio Cardinalizio, riunitosi in questi due giorni per una riflessione sulla “Praedicate evangelium”. “Lode, benedizione, adorazione, gratitudine che riconosce l’opera di Dio”, gli atteggiamenti raccomandati da Francesco, commentando due tipi di “stupore” che provengono dalle letture odierne: “quello di Paolo di fronte al disegno di salvezza di Dio e quello dei discepoli, tra i quali anche lo stesso Matteo, nell’incontro con Gesù risorto, che li invia in missione”. “Una lode che vive di stupore, ed è preservata dal rischio di scadere nell’abitudine finché attinge dalla meraviglia, finché si alimenta con questo atteggiamento fondamentale del cuore e dello spirito: lo stupore”, ha spiegato il Papa: “Io vorrei domandare ad ognuno di noi, a voi fratelli cardinali, a voi sacerdoti, consacrati e consacrati, a voi popolo di DIo: come va il tuo stupore?”, ha chiesto Francesco a braccio: “Tu lo senti alle volte, o ti sei dimenticato osa significa?”.  “Ognuno di noi ha la propria galilea nella propria storia”: tornare a quella Galilea”, l’invito: “Dio i coinvolge in questo suo disegno”.

 

 

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