Coronavirus Covid-19: Maruotti (Lumsa), “primi segnali di frenata, ma situazione diversa da Regione a Regione”

“Dai dati ufficiali abbiamo finalmente segnali sulla velocità di diffusione del contagio che ci fanno ben sperare per il prossimo futuro. A livello nazionale il numero dei casi è sì in aumento rispetto alla scorsa settimana (circa il 60% in più), ma la velocità con cui crescono rimane costante da oltre una settimana, con tendenza alla diminuzione. Tuttavia, la situazione tra le diverse Regioni è eterogenea”. Lo afferma Antonello Maruotti, ordinario di Statistica all’Università Lumsa di Roma e cofondatore di StatGroup19, gruppo interaccademico di studi statistici sulla pandemia da Covid-19:
“La Sicilia – osserva il professore –, che finora non era stata ancora investita dall’ondata di Omicron 5, registra un incremento dei casi negli ultimi giorni (circa l’80% su base settimanale, percentuale destinata a salire e quindi da monitorare nelle prossime due settimane). In Campania, la diffusione è molto rapida (72% di casi in più rispetto alla scorsa settimana) e con un trend crescente. Al momento è la Regione che desta maggiori preoccupazioni, rimarcando anche che, al Sud, la ripresa dei contagi legati ad Omicron 5 è avvenuta con una settimana di ritardo, circa, rispetto al resto del Paese”. “Con un +64% le Marche sono la terza regione in cui il trend di crescita è ancora in salita”, prosegue Maruotti, aggiungendo che “il picco di velocità di crescita dei contagi, che fornisce una misura affidabile della diffusione nel breve periodo, è ormai alle spalle per la maggior parte delle Regioni del Nord”. “Il Lazio, in queste settimane, ha trainato la crescita dei contagi legati alla variante Omicron 5”, evidenzia l’ordinario di Statistica, precisando che “anche di fronte ad un chiaro aumento dei casi rispetto alla precedente settimana, la crescita sta rallentando come per le Regioni del nord Italia. I dati dei prossimi giorni ci aiuteranno a capire quando si entrerà nella fase di picco, che al momento ci aspettiamo per la fine della prima settimana di luglio (4-10)”.
Infine, per il professore, “concentrare l’attenzione sull’andamento dell’incidenza può essere fuorviante”. “Vista la politica attuale sui tamponi, anche sulla base dei tassi di positività osservati, i casi giornalieri fanno principalmente riferimento ai sintomatici e ai loro contatti”, spiega Maruotti, sottolineando che “non è possibile avere una stima dei positivi ai tamponi casalinghi, che scelgono l’auto isolamento, ma che non rientrano poi nel conteggio ufficiale”.

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