Giovani: Convegno nazionale a Lignano Sabbiadoro. Padre Costa, “ascoltare i giovani vuol dire prendere la consapevolezza che si deve cambiare”

foto SIR/Marco Calvarese

Anche il Sinodo tra gli argomenti della terza giornata del XVII Convegno nazionale di Pastorale giovanile dal titolo “La fede nell’imprevedibile”, in programma fino a domani a Lignano Sabbiadoro, e per parlarne è intervenuto il gesuita padre Giacomo Costa, nominato da Papa Francesco consultore della Segreteria generale del Sinodo dei vescovi. “Non stiamo cominciando da zero perché ci sono esperienze belle che hanno dimostrato la loro funzionalità”, le parole del gesuita che ha spiegato come il Sinodo, voluto da Papa Francesco per tutta la Chiesa italiana, sia un momento di riflessione per capire come cammina insieme la Chiesa, com’è organizzata per vivere assieme evitando organizzazioni piramidali che spesso ostacolano. “L’obiettivo del Sinodo è capire come viviamo, come ci strutturiamo e come verifichiamo cosa facciamo”. Condividere le esperienze per capire le difficoltà è il punto di partenza per organizzarsi, visto che sono oggettive le difficoltà a camminare insieme e andare avanti nelle diversità. “Il Sinodo è frutto dell’imprevedibile”, ha dichiarato padre Costa prendendo spunto dal titolo del convegno dove si parla di quei giovani che hanno svegliato la Chiesa chiedendo di cambiare il modo di vivere insieme. “Creare un luogo dove tutti finalmente possono dire la loro ed essere ascoltati”, la sua raccomandazione che ha evidenziato il comportamento sbagliato delle riunioni fiume dove un lungo discorso oscura i pareri degli altri e, soprattutto, dei giovani che hanno la propria visione della società, della sessualità e di altro ancora che interroga e chiede un cambiamento. Nel suo discorso, provocazione per i lavori di gruppo previsti in seguito, padre Giacomo Costa ha parlato dell’importanza del coinvolgimento dei laici nel cammino sinodale e, rivolto a vescovi e sacerdoti parlando di corresponsabilità, ha evidenziato come “ascoltare i giovani vuol dire prendere la consapevolezza che si deve cambiare”.

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