Ucraina: Unicef, da inizio conflitto oltre 750 scuole danneggiate. “Garantire ai bambini l’accesso all’istruzione in sicurezza”

Gli attacchi ad asili e scuole degli ultimi 9 giorni sono stati una triste realtà per i bambini in Ucraina orientale negli ultimi otto anni. Oltre 750 scuole sono state danneggiate dall’inizio del conflitto, interrompendo l’accesso all’istruzione per migliaia di bambini su entrambi i lati della linea di conflitto. E’ la denuncia di Unicef, oggi, all’indomani della notizia dell’ennesimo asilo preso di mira da colpi di mortaio nel villaggio di Stanytsia Luhanska, nel Donbass. “Il conflitto – scrive Unicef in un comunicato diffuso oggi – ha avuto un forte impatto sul benessere psicosociale di un’intera generazione di bambini che stanno crescendo in Ucraina orientale. Inoltre, i bambini in Ucraina orientale vivono in uno in uno dei tratti di terra al mondo più contaminati dalle mine. Ogni giorno, vivono, giocano, vanno e tornano da scuola in aree disseminate di mine, ordigni inesplosi e altri residuati bellici esplosivi mortali”. Dall’inizio del conflitto, l’Unicef è sul campo in Ucraina orientale e ha garantito supporto psicosociale e informazioni sui rischi delle mine ad oltre 180.000 bambini, giovani e persone che si prendono cura di loro. L’Unicef supporta anche il ripristino delle scuole e degli asili danneggiati e distribuisce aiuti per l’istruzione di base come kit scolastici, materiali scolastici e attrezzature sportive. Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia “chiede a tutte le parti in conflitto di rispettare la Dichiarazione sulle Scuole Sicure e proteggere i bambini e coloro che se ne prendono cura dagli attacchi, indipendentemente dalle circostanze in cui potrebbero trovarsi. Le strutture scolastiche dovrebbero rimanere spazi sicuri in cui i bambini possano essere protetti da minacce e crisi e un rifugio dove possano imparare, giocare e sviluppare il loro potenziale. Il diritto all’istruzione non può essere salvaguardato in situazioni di conflitto senza che l’istruzione stessa sia protetta”, si legge nel comunicato dell’Unicef che – assicura – “continuerà a lavorare con le comunità colpite dal conflitto per fornire il supporto umanitario necessario e rispondere ai bisogni urgenti dei bambini e delle famiglie più vulnerabili”.
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