San Valentino: mons. Soddu (Terni), “ci incoraggia a nutrire il sentimento puro dell’amore” che “mira alla costruzione del bene comune”

(Foto: diocesi Terni-Narni-Amelia)

“Sta davanti a noi il bell’esempio, fulgido, fresco e attuale di san Valentino che, amandoci come figli, ci incoraggia a non avere timore e perciò a nutrire il sentimento puro dell’amore. Egli offre pertanto anche oggi alla nostra città – così come nella tradizione – una rosa rossa… Una rosa, che andando ben oltre un ipotetico vago e fugace sentimento di infatuazione, indica una strada: quella che dagli occhi si dirige e si tuffa nel cuore e lo orienta verso l’Amore vero; l’amore grande che sostanzialmente mira alla costruzione di un bene grande e totalizzante – proprio com’è l’amore – ossia il bene comune”. Lo ha affermato ieri mons. Francesco Soddu, vescovo di Terni-Narni-Amelia, nell’omelia pronunciata durante il solenne pontificale per la San Valentino.
Commentando le letture proposte dalla liturgia domenicale il vescovo ha sottolineato che “la persona che confida nel Signore è come un albero piantato lungo corsi d’acqua, le cui radici non seccano mai e la cui vitalità è sempre garantita. Al contrario, la persona che confida nelle proprie forze, è come un albero di corte radici e per di più piantato in terra arida”. “Il nostro santo patrono Valentino – ha proseguito –, si è collocato nella storia come persona saldamente fondata e radicata in Cristo, come albero piantato lungo corsi d’acqua viva. Le sue radici umane hanno attinto alle sorgenti della salvezza e hanno tessuto la sua vita con una infinità di trame d’amore che, intrecciando sapientemente tra loro i numerosissimi fili, hanno potuto produrre mirabili arazzi di rara bellezza, costruiti intorno a fonti storiche, tradizioni e leggende”. “Il suo cuore colmo d’amore è il riflesso di quello di Cristo, e si presenta a noi affinché ogni nostro cuore possa avere le medesime caratteristiche”, ha evidenziato mons. Soddu, secondo cui “molto abbiamo da apprendere in questo senso: da purificare ed esaltare il sentimento d’amore; collocarlo lungo le sorgenti d’acqua viva, di modo che non intristisca con il trascorrere dei giorni, non porti il nostro cuore ad aritmie o scompensi di sorta che col tempo lo possano atrofizzare irrimediabilmente; l’amore non appassisca come il fiore non sufficientemente irrorato ma al contrario, così alimentato alle sorgenti del vero Amore possa diventare sempre più completo, più forte, più profumato, robusto, maturo e costantemente generativo”.
Al termine della processione cittadina con la quale l’urna del santo è stata riportata dalla cattedrale alla basilica di San Valentino, mons. Soddu ha donato alla basilica un anello episcopale dono di una famiglia di Sassari come successore del vescovo Valentino.

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