Afghanistan: Unhcr lancia “Non lasciamoli soli”, campagna solidale per la popolazione allo stremo

Bambini afghani (Foto: Unhcr)

“Non lasciamoli soli”. Si chiama così la campagna umanitaria dell’Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati, lanciata ieri (fino al 6 marzo) per supportare le operazioni umanitarie in Afghanistan, dove 23 milioni di persone sono ormai ridotte alla fame e al freddo estremo di questi mesi. Unhcr sottolinea che entro l’estate il 97% degli afghani potrebbe precipitare sotto la soglia di povertà. Si stima che circa 4 milioni e 700 mila persone quest’anno soffriranno la malnutrizione acuta, inclusi 1 milione e 100 mila bambini. In totale, oltre 4 milioni di bambini non vanno a scuola, un’intera generazione che rischia di non avere futuro. A tutto questo si aggiunge il gelo invernale: in molte regioni sta nevicando abbondantemente e migliaia di famiglie sfollate passano le notti in scuole, moschee o edifici abbandonati, o addirittura all’aperto, rischiando l’ipotermia. Unhcr è operativo in quasi tre quarti dei distretti in Afghanistan con 1 milione 100 mila persone assistite nel 2021 all’interno del Paese. La campagna “Non lasciamoli soli” è sostenuta da un nutrito parterre di volti noti dello spettacolo e dello sport. “Nel 2021 quasi 700 mila afghani sono fuggiti dalle loro case per via degli scontri armati. Ma la cifra complessiva delle persone che negli ultimi anni sono state costrette a spostarsi all’interno dei confini nazionali è molto più alta essendo pari a circa 9 milioni – dichiara Chiara Cardoletti, rappresentante Unhcr per l’Italia, la Santa Sede e San Marino –. Sei milioni sono invece i rifugiati in Pakistan e in Iran, la maggioranza dei quali vive da anni in questi Paesi, e molti altri si trovano in Europa. Nonostante dallo scorso agosto in poi non abbiamo registrato flussi di portata paragonabile a quelli degli anni passati appare molto probabile che, se la crisi economica e sociale del Paese non sarà rapidamente affrontata e risolta, questi movimenti aumenteranno una volta finita la stagione invernale”. Oggi, a mesi di distanza dalla fine del conflitto e dall’arrivo dei Talebani, la situazione è molto difficile e fluida ma anche relativamente stabile, soprattutto dal punto di vista della sicurezza. E questo aspetto è cruciale per l’efficacia delle operazioni umanitarie. “Il lavoro umanitario dell’Unhcr finora non è stato ostacolato ed esiste un fondamentale spazio di dialogo con il nuovo governo. Dobbiamo assolutamente sfruttare questa possibilità per portare aiuti che salvano la vita e che possano stabilizzare le condizioni della popolazione” conclude Cardoletti. È possibile donare da sms o da rete fissa al numero solidale 45588.

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