G20 Interfaith Forum: Sereni (vice ministra Esteri), “minaccia terrorismo non può essere vinta solo con le armi. Abbiamo bisogno anche di leader religiosi per farlo”

“Noi pensiamo che il dialogo interreligioso abbia tutte le potenzialità per contribuire alla pace e alla prevenzione delle crisi e lo pensiamo a maggior ragione oggi di fronte alla conclusione così difficile della missione internazionale in Afghanistan. Tragicamente osserviamo oggi come la minaccia del terrorismo non può essere combattuta e vinta solo con le armi. Per contrastare alla radice il terrorismo, bisogna impedire ai fondamentalisti di strumentalizzare la religione e di distorcere i messaggi religiosi per i loro fini”. Lo ha detto Marina Sereni, vice ministra degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, intervenendo alla presentazione oggi a Roma del G20 Interfaith Forum che dal 12 al 14 settembre riunirà a Bologna esponenti delle religioni a margine del G20, che quest’anno è guidato dalla presidenza italiana. “Per riuscire a togliere dalle mani dei terroristi il discorso religioso delegittimandone la propaganda, abbiamo bisogno di un coinvolgimento attivo dei rappresentanti religiosi perché è solo grazie alla loro autorevolezza che si può far passare il messaggio che odio e violenza non appartengono a nessuna religione”. Per questo motivo, ha dichiarato la vice ministra, “l’Italia guarda a G20 Interfaith Forum con molta fiducia. Noi crediamo fortemente che riunire esperti delle diverse confessioni, autorità religiose e autorità civili, insieme con esponenti della società civile e delle accademie, offra una preziosa occasione di confronto. Anno dopo anno, l’Interfaith ha contribuito a far capire quanto la dimensiona religiosa sia intrinsecamente legata a tutte le questioni più urgenti dei nostri tempi”. “In questa fase storica non possiamo fare a meno di riflettere sul valore aggiunto che il rapporto con le religioni offre”, ha aggiunto Sereni. “La laicità dello Stato non va intesa come una barriera all’ingresso del discorso religioso al dibattito pubblico”. “Pur partendo da punti di vista e da ruoli decisamente diversi, religione e politica possono incontrarsi su un comune terreno etico”.

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