Diocesi: Urbino, domani consacrazione e sabato inaugurazione del santuario del Sacro Cuore di Gesù

“Venerdì 3 e sabato 4 settembre si terranno due importanti eventi per la città di Urbino e l’arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado”: lo si legge in una nota dell’arcidiocesi che spiega che domani, venerdì 3 settembre, alle 17, l’arcivescovo Giovanni Tani presiederà la liturgia di consacrazione del santuario del Sacro Cuore di Gesù. Il giorno successivo, sabato 4 settembre, alle 10, si terrà la concelebrazione di inaugurazione che sarà presieduta dal card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana.
La nota spiega la storia del santuario, raccontando di colui che ne è stato fautore, Elia Bellebono, nato a Cividate al Piano (Bg) l’8 ottobre 1912, penultimo figlio di una famiglia molto numerosa. Elia, a 27 anni, conferma l’intenzione di consacrare a Dio la propria vita ed entra nel noviziato dei Padri Gesuiti a Gallarate. Nel corso degli anni, chiarisce la nota, “Elia avrà numerose esperienze mistiche che daranno un’impronta unica alla sua spiritualità e agli avvenimenti che la caratterizzeranno. Elia, senza ancora essere sacerdote, vive dello spirito di Cristo, che lo illumina e lo guida come pastore di anime. Nell’ottobre del 1969 riceve la missione di realizzare un santuario in Urbino, dedicato al Sacro Cuore di Gesù”. Divenuto sacerdote l’11 aprile 1977 a Roma, don Elia muore il 2 settembre 1996, all’età di 83 anni, nella sua cella all’Eremo di Monte Giove a Fano (Pu).
“Sono trascorsi 52 anni da quell’ottobre 1969, in cui Elia Bellebono, di ritorno da Assisi, soggiorna qualche giorno ad Urbino e, mentre è in adorazione del SS. Sacramento nella chiesa di San Francesco, riceve la missione di far costruire un santuario dedicato al Cuore Sacratissimo di Gesù – prosegue la nota –. Ne sono trascorsi 23 da quando l’allora arcivescovo di Urbino, mons. Ugo Donato Bianchi, e l’allora vescovo di Fano, mons. Mario Cecchini, il 18 ottobre 1998, benedissero la prima pietra del santuario”. Malgrado le difficoltà, si realizza oggi, “nell’anno del Signore 2021, la missione che Elia ricevette più di mezzo secolo fa”.
Grazie alle tante offerte che don Elia ricevette in vita e a quelle raccolte dopo di lui dalla Fondazione da lui stesso voluta per continuare la sua opera, “unite al finanziamento deliberato dalla Cei, a valere sui fondi provenienti dall’8×1000, il santuario è finalmente ultimato, può essere consacrato, dedicato al Sacratissimo Cuore di Gesù e vi si può da ora in poi celebrare l’Eucaristia”, conclude la nota.

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