Libano: Save the children, “famiglie impoverite costrette a scegliere tra scuola per i figli, cibo o riscaldamento”

Migliaia di famiglie libanesi si trovano di fronte alla scelta di dover decidere se spendere il poco denaro che hanno per mandare i propri figli a scuola, dare loro cibo o scaldare la casa. Questa la denuncia di Save the children a proposito della grave crisi economica del Libano, esacerbata dalla pandemia. Con la discesa delle temperature e l’aumento delle spese quotidiane, le chiamate al numero verde di Save the children in Libano sono aumentate del 150% a novembre rispetto a settembre di quest’anno. Con l’aggravarsi della crisi economica, migliaia di famiglie stanno ritirando i propri figli dalle scuole private per trasferirli nel sistema statale, mettendo sotto pressione il sistema già teso. A questo si aggiunge il fatto che molte scuole non hanno un riscaldamento adeguato, il che significa che le temperature possono scendere a livelli di congelamento. Sono almeno quattro milioni le famiglie recentemente impoverite a causa del tracollo economico del Paese, uno dei peggiori al mondo dal 1850. Il sistema educativo in tutto il Libano era già debole prima della pandemia, con solo il 52% dei bambini della scuola primaria che proseguiva a frequentare la scuola secondaria. La pandemia ha aggravato la crisi dell’istruzione, in particolare per i minori rifugiati. Per tentare di combattere questi problemi, il governo libanese sta iscrivendo i rifugiati nelle scuole pubbliche sulla base di un sistema a due turni, con un turno pomeridiano specifico per i bambini rifugiati e non libanesi. Più di 737.000 bambini e ragazzi in Libano non sono in classe quest’anno e il 30% dei minori rifugiati siriani non è mai andato a scuola. Save the children chiede “maggiori finanziamenti per ricostruire un sistema educativo migliore e più resiliente nel Paese e per garantire che i minori che attualmente non fanno parte del sistema di istruzione formale libanese, in particolare i rifugiati, siano inclusi nei piani per riprendere l’apprendimento”.

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