G20: Delle Site (Ucid Giovani), “coinvolgere le nuove generazioni negli accordi globali sul loro futuro”

(Foto: Ucid)

“Il summit del G20 a Roma si è chiuso con l’accordo sulla tassa minima globale per le imprese multinazionali ma senza significativi passi in avanti, al di là dei propositi, in materia di transizione ecologica, almeno rispetto agli accordi precedenti. Pesano Russia e Cina ma anche gli attivi finanziari legati alle energie fossili presenti nei bilanci delle maggiori banche mondiali”: lo afferma Benedetto Delle Site, presidente nazionale Movimento Giovani Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti), in una nota pubblicata da Avvenire.
“Ancora una volta – secondo il leader dei giovani imprenditori cattolici – a mancare sembrano essere il coraggio e una visione d’insieme sui grandi problemi che scuotono la terra. L’immagine che resta è quella dei grandi della terra all’interno dei palazzi del potere e dei giovani riversi nelle strade in segno di protesta. Anche la Cop26 a Glasgow rischia di esprimere la stessa dinamica”.
“Di segno opposto” sono stati “due appuntamenti promossi dalla Chiesa: si tratta dell’incontro di Assisi voluto dal Santo Padre per promuovere, con i giovani imprenditori ed economisti del mondo, nuovi modelli di economia improntati alla fraternità e all’equità e delle recenti giornate della quarantanovesima edizione delle Settimane sociali dei cattolici italiani, svoltasi dal 21 al 24 ottobre a Taranto. Entrambi gli appuntamenti, il primo globale e il secondo italiano, offrono – sottolinea il presidente nazionale del Movimento Giovani dell’Ucid – un metodo nuovo di affrontare le questioni sociali, economiche e ambientali: i grandi temi che caratterizzano sin dalle sue origini la Dottrina sociale della Chiesa uniti al protagonismo e al coinvolgimento delle nuove generazioni, chiamate ad una alleanza per il mondo che verrà dopo la pandemia”.
“Oggi – conclude Delle Site – lo dobbiamo dire con forza: a cambiare, dopo la pandemia, deve essere il modello di concertazione al quale siamo stati abituati. La concertazione con le nuove generazioni, soprattutto con coloro i quali, oltre la protesta, esprimono una proposta, con i giovani imprenditori, dirigenti, sindacalisti, economisti, operatori tutti i giorni del cambiamento significa l’avvio di un nuovo modello di concertazione e di governance, che guardi all’impatto futuro delle attuali scelte più importanti e decisive. Abbiamo di fronte le sfide dell’ultima generazione che può evitare al pianeta di andare a sbattere. Da Roma a Glasgow, è ora di coinvolgere i giovani negli accordi globali sul loro futuro”.

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