Salesiani: don Artime (rettor maggiore), “vogliamo stare davvero dalla parte di chi è ‘in periferia’”

“Vogliamo stare davvero dalla parte di chi è ‘in periferia’, cioè dalla parte di chi ha meno opportunità, dalla parte di chi, solo perché è nato in un determinato luogo e in una particolare famiglia, ha già le porte pregiudizialmente sbarrate”. Così don Ángel Fernández Artime, rettor maggiore dei Salesiani, in un’intervista a Famiglia cristiana, sull’impegno della Congregazione. “Lo dico sempre ai nostri salesiani: siamo nati per i bambini più poveri e abbandonati, come don Bosco a Torino, a Valdocco – riferisce -. Questa è e deve rimanere la nostra carta d’identità. Sia che si tratti della più grande povertà economica, sia che si tratti di chi vive senza famiglia o con situazioni piene di dolore; o di chi si trova anche senza una ragione di vita”.
Riconoscendo che “ci sono tante povertà”, il rettor maggiore evidenzia che “volerle raggiungere è un atto di volontà e di convinzione che nascono dalla fede”. “Certamente nella società ci sono molte persone, famiglie, gruppi molto sensibili a questa realtà. Con loro percorriamo insieme la stessa strada”. Poi, lo sguardo alle sfide, cioè “l’educazione e l’evangelizzazione”. E ancora lo sguardo alle realtà “da Nazione a Nazione”, per “non perdere il legame con il mondo dei giovani di oggi”. Un passaggio dell’intervista è dedicato anche al rapporto tra il Papa e la Famiglia salesiana. “Il 24 maggio di ogni anno ci incontravamo nella bellissima Basilica di San Carlo e Maria Ausiliatrice ad Almagro, dove Jorge Mario Bergoglio è stato battezzato, per celebrare la grande festa di Maria Ausiliatrice – racconta don Artime -. Ho sempre sperimentato la vicinanza che aveva con tutti in diocesi e soprattutto quando si trattava di pensare ai più poveri, alla gente dei villaggi. Oggi il rapporto è quello che il Papa ha nei confronti di tutti gli Istituti di vita consacrata e con i loro superiori maggiori. Certamente sempre una grande simpatia. Credo che sappia che la vita religiosa nella Chiesa è molto sensibile alle indicazioni del successore di Pietro e fedele al suo Pastore nella fedeltà a Gesù Cristo”.

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