Coronavirus Covid-19: Ouma (Africa Cdc), “vaccini a febbraio, primi gli operatori sanitari”

Credits - Kelvin Gitonga

In Africa si prevede “che la distribuzione dei vaccini partirà a febbraio, con una somministrazione che inizierà dagli operatori sanitari”: lo ha detto oggi Ahmed Ogwel Ouma, vicedirettore del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa Cdc), durante un workshop dedicato a chi fa, a chi pensa, e a chi finanzia la cooperazione internazionale sanitaria, organizzato dalla rete di organizzazioni umanitarie Link 2007. “La preparazione dei Paesi africani ai vaccini Covid-19 ha richiesto una pianificazione ponderata e un coordinamento senza precedenti tra un’ampia gamma di parti interessate”, ha esordito Ahmed Ogwel Ouma: “Quando i vaccini saranno disponibili, potremo rapidamente sviluppare una solida strategia di distribuzione e un valido piano di approvvigionamento e distribuzione. La Task force ha già negoziato 270 milioni di dosi di vaccino, e prevediamo che la distribuzione partirà a febbraio, con una somministrazione che inizierà dagli operatori sanitari”. Secondo Ouma  “il primo obiettivo chiave, d’ora in poi, sarà quello di accelerare il coinvolgimento dell’Africa nella ricerca e nello sviluppo del vaccino. Solo il 2% degli studi clinici condotti in tutto il mondo si verifica nel continente africano. Un potenziamento della produzione locale e un rafforzamento delle infrastrutture e del personale sanitario sono ulteriori obiettivi fondamentali”. Il prof. Joachim Osur, direttore tecnico di Amref Health Africa, ha poi spiegato che “l’Africa non può essere rappresentata con un approccio unitario. Pensiamo alla Tanzania – ha continuato – che non sta raccogliendo dati, mentre il Ruanda, al contrario, sta agendo lodevolmente. In Paesi come il Malawi e il Kenya è forte la frustrazione degli operatori sanitari” e in molti casi le persone “non vogliono più sentire parlare di Covid”, vogliono lavorare per poter mangiare: “La lotta al Covid va fatta dal basso, dalle comunità. Dalle comunità si entra nelle famiglie”.

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