Italia-Ue: speso solo il 27% dei fondi comunitari. A disposizione quasi 13 miliardi sui 17 stanziati da Bruxelles

L’Italia ha un tesoro di fondi europei già stanziati da Bruxelles ma che ancora aspettano di essere spesi. Si tratta di 12 miliardi e 871 milioni di euro ancora a disposizione (su un totale di 17 miliardi e 699 milioni), destinati ai “Programmi operativi nazionali” (Pon), gestiti a livello nazionale e riguardanti l’intero territorio, per infrastrutture, cultura, legalità, imprese, ricerca, politiche urbane, governance, inclusione sociale, giovani, occupazione, scuola, sviluppo rurale e pesca. Sono questi infatti gli ambiti scelti dall’Italia per l’utilizzo dei fondi strutturali europei nel periodo di programmazione 2014-2020. L’Agenzia per la coesione territoriale – agenzia governativa – ha pubblicato una serie di dati che riguardano la spesa certificata (al 30 giugno 2020) di questa risorsa, da cui emerge che l’Italia ha usato il 27% circa di questi fondi. In alcuni settori la percentuale di spesa dei fondi è più alta, come per esempio il programma “iniziativa occupazione giovani” che ha già usato quasi il 43% dei fondi a disposizione o l’“Iniziativa per le piccole e medie imprese” che è vicina al 32% di utilizzo delle risorse europee. Ma per la scuola, ad esempio, sono ancora a diposizione oltre 2 miliardi di euro (su un totale disponibile di circa 2,7 miliardi), circa 1,3 miliardi per le infrastrutture (che avevano a diposizione ben oltre 1,8 miliardi) e altrettanti all’incirca per politiche occupazionali (a cui erano destinati 1,8 miliardi di euro).

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