Libia: Asgi, “criticità su 6 milioni di euro governativi per centri di detenzione”

Una serie di criticità riguardo ai 6 milioni di euro che l’Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo (Aics)  ha destinato a Ong italiane che operano in Libia nei centri di detenzione per migranti, vengono evidenziate nel rapporto “Profili critici delle attività delle Ong italiane nei centri di detenzione in Libia con fondi Aics”, reso noto oggi dall’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi). Il primo bando governativo, a novembre 2017, fece molto scalpore perché “è noto – come ricorda Asgi – che il sistema di detenzione per migranti in Libia è caratterizzato da ‘gravissimi e sistematici abusi’ e quei centri sono destinati ad ospitare anche migranti intercettati in mare dalla Guardia costiera libica, a cui l’Italia ha fornito e tuttora fornisce un decisivo appoggio economico, politico e operativo”. Il rapporto si interroga quindi “sulle conseguenze giuridiche degli interventi attuati, a spese del contribuente italiano, nei centri di detenzione libici” e mette in discussione “la logica stessa dell’intervento ideato dall’Aics”. Siccome i bandi “non condizionano l’erogazione delle prestazioni ad alcun impegno da parte del governo libico a rimediare a queste criticità”, secondo l’Asgi l’intervento italiano diventa “inefficace e non sostenibile nel tempo”. Il rapporto evidenzia come, nei centri nei pressi di Tripoli, alcune Ong italiane svolgano “un’attività strutturale, che si sostituisce in parte alle responsabilità di gestione quotidiana dei centri che spetterebbe al governo libico”. Inoltre, “alcuni interventi non sono a beneficio dei detenuti ma della struttura detentiva”, volti cioè a “mantenere in efficienza infrastrutture anche costrittive, come cancelli e recinzioni”. Non solo: “l’assenza di personale italiano e il fatto che i centri siano in gran parte gestiti da milizie indubbiamente ostacolano un controllo effettivo sulla destinazione dei beni acquistati”. “Non può così escludersi – denuncia il rapporto – che di almeno parte dei fondi abbiano beneficiato i gestori dei centri, ossia quelle stesse milizie che sono talora anche attori del conflitto armato sul territorio libico nonché autori delle già ricordate sevizie ai danni dei detenuti”. Per un contraddittorio in materia, l’Asgi ha organizzato per il 27 luglio (ore 15) una tavola rotonda on line a cui sono stati invitati i rappresentanti dell’Aics e di tutte le Ong coinvolte nei progetti.

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