Ue: bilancio della presidenza croata fra Covid-19 e crisi. In vista un accordo per la Conferenza sul futuro dell’Europa

Nikolina Brnjac (foto SIR/UE)

“Questa sarà una presidenza memorabile” perché è la prima volta che la Croazia ha presieduto un Consiglio e per le “circostanze che nessuna presidenza del Consiglio ha mai sperimentato prima”. Così, Nikolina Brnjac, a nome della presidenza croata dell’Ue, ha esordito oggi nel suo intervento alla Commissione affari costituzionali (Afco) al Parlamento europeo. Il lavoro della presidenza è stato sconvolto sul piano “organizzativo, logistico e sostanziale” dalla pandemia: derogato il regolamento interno del Consiglio quanto alle procedure di voto, dal 13 marzo ad oggi sono state organizzate oltre 50 riunioni ministeriali in video e teleconferenze di alto livello, assicurando “un accordo tempestivo su una serie di atti importanti in seno al Consiglio”. Insieme al Parlamento, ha dichiarato con soddisfazione Brnjac, “abbiamo raggiunto un rapido accordo su due pacchetti legislativi chiave per mitigare l’impatto immediato del Covid 19 a livello di Ue”. Sotto la presidenza semestrale croata è anche arrivata la decisione di avviare i negoziati con l’Albania e la Macedonia settentrionale. La pandemia ha invece tolto l’attenzione dalla Conferenza sul futuro d’Europa, ma, ha assicurato Nikolina Brnjac, “stiamo facendo del nostro meglio per trovare un rapido accordo in seno al Consiglio sul contenuto, la portata, la composizione e il funzionamento della Conferenza, per poter così raggiungere un accordo con il Parlamento e la Commissione sui tempi e le modalità di avvio della Conferenza”.

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