Coronavirus Covid-19: Tinagli (Parlamento Ue), “proposta franco-tedesca sul Recovery Fund dimostra svolta ‘solidale’ della Germania”

La pandemia come “opportunità di cambiamento” per ricostituire un clima di fiducia in Unione europea, rafforzare l’integrazione tra gli Stati membri e costruire un’economia equa e sostenibile nei paesi più colpiti da Covid-19. Sono gli argomenti che hanno fatto da fil rouge al dibattito “L’Unione europea contro la pandemia di Covid: Mes, Bei e fondo ripresa”, nell’ambito del ciclo di incontri “Colloqui sull’Europa” promosso dall’Università Cattolica, sede di Milano. Intervenendo al dibattito live sui canali social @Unicatt, il rettore Franco Anelli ha spiegato che “ricostituire un clima di fiducia reciproco tra gli Stati che appartengono all’Unione europea è fondamentale: le prove dure della crisi finanziaria e della pandemia sono stress test fondamentali e se le istituzioni europee riusciranno a superarli ne usciranno rafforzate”. “Il Parlamento europeo non ha mai smesso di funzionare”, ha risposto Irene Tinagli, presidente Commissione per i problemi economici e monetari dell’Assemblea comunitaria.
“Siamo stati i primi – ha specificato – a chiedere una modifica dello strumento del Mes, immediatamente attivabile con regole nuove”; poi si è mossa la Banca centrale europea “con il massiccio programma di acquisto dei titoli di Stato ma anche con il sostegno alla liquidità delle imprese attraverso un rafforzamento dei suoi programmi di rifinanziamento a lungo termine e con un abbassamento dei tassi per stimolare il sistema bancario a sostenere il credito alle imprese”. Inoltre, “la Commissione ha allentato tutte le regole che potevano frenare i Paesi a rispondere all’emergenza”, tra cui il Patto di stabilità e crescita con l’attivazione dell’”escape clause”, la modifica del quadro di aiuti di Stato, una maggiore flessibilità nell’utilizzare senza vincoli tutti i fondi strutturali rimasti non spesi del vecchio bilancio, oltre a mettere in campo un pacchetto di 37 miliardi per affrontare questa prima fase di emergenza. Ma l’Ue ha lavorato anche a nuovi strumenti europei. Per esempio, quello di “riformare il Mes per creare al suo interno una linea di credito”; Sure, per finanziare le casse integrazioni; la Bei che ha messo in campo un pacchetto di sostegno fino a 200 miliardi”.
E il Recovery Fund? “Spetta alla Commissione europea elaborare una proposta che arriverà il 27 maggio”. Nel frattempo non sono mancate proposte tra cui quella franco-tedesca che ha chiesto un Recovery Fund dotato di 500 miliardi di euro. Secondo Tinagli, nella proposta franco-tedesca c’è un “dato positivo in termini politici”: il fatto che la Germania, finora tra gli Stati più “titubanti” ai “meccanismi di solidarietà europea”, facendo da capofila a tutti quei Paesi ostili a una maggiore integrazione, si sia staccata dai Paesi più rigoristi e meno solidali per “appoggiare una proposta europeista, dando così un segnale alla Commissione europea che sta lavorando in questa direzione”.

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