Coronavirus Covid-19: Parma, il vescovo Solmi celebra la messa per l’Ascensione nell’Ospedale Maggiore

“La scelta di celebrare la messa all’ospedale è maturata pensando al tema dell’Ascensione, al fatto che alla destra del Padre c’è l’umanità e c’è la divinità di Cristo. Questa unità profonda che ci ha dato salvezza: il Verbo di Dio si è fatto carne. Mi sembrava una pagina essenziale per far sentire, da un lato, la nostra riconoscenza alla comunità dell’ospedale e dall’altro far comprendere alla comunità civile quanto il personale sanitario ha vissuto e fatto”. Lo ha detto al Sir mons. Enrico Solmi, vescovo di Parma, che domenica 24 maggio nella solennità dell’Ascensione celebrerà, alle 10, la messa all’Ospedale Maggiore nel capoluogo emiliano. Il luogo scelto per l’Eucaristia – che sarà concelebrata dai cappellani don Pawel Wolczynski, fidei donum polacco, e da padre Davide Saccò, in rappresentanza dei frati cappuccini – è all’aperto davanti al padiglione Barbieri dove sono ricoverati molti pazienti Covid. In caso di pioggia invece si farà nell’aula magna del nosocomio.
“L’Ascensione che ricompone il Verbo di Dio che si fa carne presso il Padre, credo – ha continuato il vescovo – dia ragione della cura dedicata alla persona in queste terribili settimane”. In particolare il personale sanitario è “stato messo alla prova nell’umanità che si è accostata in modo pieno all’ammalato doppiamente fragile: per la malattia sconosciuta e infida e per il rischio di solitudine”.
Infine, mons. Solmi ha ricordato come sia necessario che la società civile non disgiunga più “la cura del corpo, la cura fisica, con la pienezza della persona che è spirito, anima, futuro, vita…” e si ponga domande di “carattere bioetico, ad esempio sui criteri attraverso i quali applicare le cure”.

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