Coronavirus Covid-19: Padova, decreto del vescovo Cipolla con indicazioni per la riapertura di strutture e attività nella Fase 2

Dopo il decreto che offriva le indicazioni diocesane per la ripresa delle celebrazioni delle messe con la partecipazione dei fedeli, il vescovo di Padova Claudio Cipolla ha firmato oggi il decreto con le disposizioni (indicazioni e tempi) per la riapertura di strutture e il riavvio di alcune attività. Il presule ribadisce anzitutto il divieto di assembramento, l’obbligo di distanza interpersonale di 1 metro, di mascherina e igienizzazione delle mani all’ingresso, il divieto di accesso in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5° C e per coloro che sono stati in contatto con persone positive a Sars-CoV-2 nei giorni precedenti. In estrema sintesi, mons. Cipolla rimanda al suo decreto precedente e al tetto massimo di 200 persone ammesse nelle chiese, 1.000 per le celebrazioni all’aperto. Rimane sospesa la visita ordinaria alle famiglie per la benedizione annuale; possibile la visita agli ammalati, in particolare quelli gravi per l’unzione degli infermi e il viatico, rispettando scrupolosamente le precauzioni sanitarie. I centri parrocchiali possono essere aperti per lo svolgersi di riunioni di organismo ed équipe (preferibile tuttavia la modalità a distanza); per attività parrocchiali che coinvolgono minori (grest, dopo-scuola, centri estivi) consentite a partire dal 15 giugno; per attività caritative. Le attività dei centri di ascolto che prevedono colloqui personali siano preferibilmente fatte telefonicamente. La consegna di generi alimentari o di vestiario avvenga preferibilmente a domicilio oppure all’esterno. Fino a nuova disposizione sono sospese feste e sagre parrocchiali e sono sospesi i servizi educativi delle scuole dell’infanzia e le attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado.

 

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