Notizie Sir del giorno: Papa a Santa Marta, rinviati Incontro mondiale famiglie e Gmg, affidamento Italia a Maria, stanziamenti Cei, vescovi inglesi, coronavirus, Brasile

Papa Francesco: a Santa Marta, “preghiamo per i politici, perché cerchino insieme il bene del Paese”

“Preghiamo oggi per gli uomini e le donne che hanno vocazione politica: la politica è una forma alta di carità. Per i partiti politici nei diversi Paesi, perché in questo momento di pandemia cerchino insieme il bene del Paese e non il bene del proprio partito”. È l’intenzione di preghiera con cui il Papa ha iniziato la Messa trasmessa in diretta streaming da Santa Marta e offerta per tutti coloro che soffrono a causa del coronavirus. (clicca qui)

Papa Francesco: Gmg di Lisbona rinviata al 2023. Incontro mondiale famiglie di Roma al 2022

A causa dell’attuale situazione sanitaria e delle sue conseguenze sullo spostamento e l’aggregazione di giovani e famiglie, Papa Francesco, insieme al Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, ha ritenuto di posporre di un anno il prossimo Incontro mondiale delle famiglie, in programma a Roma nel giugno del 2021, e la prossima Giornata mondiale della gioventù, in programma a Lisbona nell’agosto del 2022, rispettivamente a giugno 2022 e ad agosto 2023. Lo rende noto la Sala Stampa della Santa Sede con una dichiarazione del direttore Matteo Bruni. (clicca qui)

Cei: il 1° maggio l’Atto di affidamento dell’Italia a Maria

La Chiesa italiana affida l’Italia alla protezione della Madre di Dio come segno di salvezza e di speranza. Lo farà venerdì 1° maggio, alle ore 21, con un momento di preghiera nella basilica di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio. La scelta della data e del luogo, si legge in una nota della Cei, è “estremamente simbolica”: “Maggio è, infatti, il mese tradizionalmente dedicato alla Madonna, tempo scandito dalla preghiera del Rosario, dai pellegrinaggi ai santuari, dal bisogno di rivolgersi con preghiere speciali all’intercessione della Vergine. Iniziare questo mese con l’Atto di Affidamento a Maria, nella situazione attuale, acquista un significato molto particolare per tutta l’Italia”. (clicca qui)

Coronavirus Covid-19: Cei, altri 2 milioni e 400mila euro per le strutture sanitarie

Continua l’opera di sostegno della Conferenza episcopale italiana alle strutture ospedaliere, molte delle quali stanno radicalmente modificando la propria organizzazione interna per rispondere all’emergenza sanitaria causata dal Covid-19. Ai 6 milioni di euro già stanziati nelle scorse settimane in risposta alle esigenze di 7 presidi sanitari e socio-sanitari cattolici, distribuiti sul territorio nazionale, la Cei mette a disposizione altri 2 milioni e 400mila euro – provenienti dai fondi dell’otto per mille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica – a beneficio di altre 5 realtà. (clicca qui)

Coronavirus Covid-19: vescovi cattolici inglesi, non si possono negare cure essenziali a una persona solo perché anziana

(Londra) Un appello affinché “la scelta di interrompere gli aiuti vitali a una persona malata di Covid-19 non sia mai basata sul criterio dell’età o di altre caratteristiche sociali come misure di valore di quell’essere umano”. Lo formula la Conferenza episcopale cattolica di Inghilterra e Galles mentre nel Regno Unito, che si trova nel pieno della pandemia da coronavirus, della quale non ha ancora raggiunto il picco, comincia il dibattito su chi abbia il “diritto” ad essere assistito, quando mancano i respiratori, e a che punto sia giusto interrompere gli aiuti vitali. In un comunicato i vescovi John Sherrington, Paul Mason e Richard Moth, responsabili del settore bioetica e salute mentale, ricordano che “come cattolici il nostro punto di partenza è che siamo tutti fatti a immagine di Dio. Il nostro valore umano non è una misura della nostra capacità fisica o mentale, della nostra funzione all’interno della società, della nostra età, della nostra salute o di qualunque altra valutazione qualitativa. Dio ha dato a tutti uguale dignità e valore”. (clicca qui)

Coronavirus Covid-19: Protezione civile, “per la prima volta calo dei positivi, 20 in meno. Attualmente sono 108.237, mentre sono 454 i nuovi deceduti”

“Partiamo dai casi totali: sono 181.228 con un incremento di 2.256 persone. Ad oggi le persone positive sono 108.237 con un decremento di 20 persone rispetto a ieri. Ed è la prima volta che succede ed è un dato molto positivo. Prosegue il calo della pressione sulle strutture sanitarie: 2.573 persone sono in terapia intensiva, con una decrescita di 62 pazienti rispetto a ieri; 24.906 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 127 pazienti rispetto a ieri; 80.758 persone, pari al 75% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 454 e portano il totale a 24.114. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 48.877, con un incremento di 1.822 persone rispetto a ieri”. Sono i dati che ha fornito stasera Angelo Borrelli, capo del Dipartimento della Protezione civile, nella conferenza stampa che si è tenuta stasera, a Roma, per fare il punto della situazione sull’emergenza coronavirus. (clicca qui)
Intanto, dalle proiezioni fatte dagli esperti dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, emerge che la fine dell’emergenza Covid-19 in Italia potrebbe avere tempistiche diverse nelle regioni a seconda dei territori più o meno esposti all’epidemia: in Lombardia e Marche, verosimilmente, l’assenza di nuovi casi si potrà verificare non prima della fine di giugno, in Emilia-Romagna e Toscana non prima della fine di maggio. Nelle altre regioni l’azzeramento dei contagi potrebbe avvenire tra la terza settimana di aprile e la prima settimana di maggio. (clicca qui)

Coronavirus Covid-19: Brasile, contagio si espande a Manaus, capitale dell’Amazzonia. Decessi anche tra le popolazioni indigene

Cresce l’allarme per il contagio da coronavirus nella Regione amazzonica brasiliana. Lo Stato brasiliano di Amazonas, infatti, conta ormai quasi 2mila contagi e oltre 160 decessi, in gran parte nella capitale, Manaus. Ma si tratta di numeri in grande crescita, negli ultimi giorni. L’isolamento sociale delle popolazioni indigene fa sì che coloro che vivono in mezzo alla foresta amazzonica siano per ora stati toccati in modo solo episodico dal contagio. Ma si stratta comunque di casi preoccupanti, come il decesso di una persona di 67 anni, di etnia sateré mawé, avvenuta nella città di Maués, a circa 250 chilometri da Manaus. Discorso diverso per la metropoli che sorge alla confluenza del Rio delle Amazzoni con il Rio Negro, dove infuriano le polemiche per la mancata apertura, per vari giorni, del nuovo ospedale da 400 posti allestito in grande fretta per far fronte all’emergenza. (clicca qui)

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