Shoah: il 19 aprile di 77 anni fa l’insurrezione del Ghetto di Varsavia. Di Segni (Ucei), il futuro si costruisce su “memoria e verità”

Il 19 aprile di 77 anni fa, prima sera di Pesach, prendeva avvio l’insurrezione del Ghetto di Varsavia. Una vicenda che l’Unione delle Comunità ebraiche italiane ha ricordato ieri con una speciale programmazione sul proprio canale Facebook, realizzata in collaborazione con l’ambasciata di Polonia a Roma. “Memoria dell’insurrezione armata, paradigma universale di libertà”, scrive l’Unione sul suo portale Moked. “E memoria di una resistenza avvenuta anche attraverso le parole, raccolte nell’archivio lasciatoci da Emanuel Ringelblum”. A interrogarsi sul valore e sul significato di questa esperienza sono state la presidente Ucei, Noemi Di Segni, e l’ambasciatrice polacca Anna Maria Anders con il contributo degli storici Andrea Bienati e Dario Teitelbaum, del giornalista Wlodek Goldkorn e dell’attore Olek Mincer. “Memoria e verità”: questi, per la presidente Di Segni, i punti di partenza. Anche e soprattutto sul piano educativo, rafforzando senso di consapevolezza e contribuendo a fare dell’Europa unita nata anche sulle ceneri della Shoah un’entità “basata non solo sulla finanza, ma anche sulla ricerca di solidarietà”. Fondamentale in questo ambito, ha detto Di Segni, il contributo della stessa Polonia. Una terra che la presidente dell’Unione ha definito “faticosa”, ma che anche per via del suo drammatico passato è chiamata ad essere protagonista. L’ambasciatrice, che è figlia del comandante Władysław Anders che fu a capo delle forze polacche inquadrate nell’esercito alleato, ha parlato della rivolta come di “un simbolo”. Di una lezione che può aiutarci a “costruire un futuro positivo”. Nel suo intervento un ricordo del padre, della battaglia di Montecassino che vide molti soldati ebrei combattere al suo fianco, del contributo che quegli uomini diedero alla liberazione del Paese dal nazifascismo. “Vicende importanti da conoscere e ancora poco approfondite. Senza però dimenticare – ha concluso Di Segni – i molti vuoti di Memoria di cui soffrono entrambi i Paesi quando guardano alle proprie responsabilità storiche”.

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